Il vangelo secondo Gesù Cristo

Descrizione

A differenza dei vangeli che conosciamo, quello di Saramago svela sentimenti e intimità del personaggio, in una dimensione umana e a noi vicina. Gesù nasce da donna e dunque reca in sé debolezza, amore, sensualità. Gesù è un bambino scapestrato, un fanciullo della sua età, e un adolescente insicuro come tutti gli altri. Tuttavia, egli è anche creatura divina, generata da Dio, e in quanto tale subisce tutto il mistero e lo sconcerto di una lontananza incolmabile. Gesù vaga, vive nel deserto, apprende l’arte dei pastori, abbandona la famiglia e impara dal “Nemico di Dio” a crescere conoscendo il significato del dolore, della rinuncia, della sofferenza.

Autore: Saramago José

Editore: Einaudi

Autore della recensione: Ivana Bagnardi

 

Recensione

[vc_row][vc_column][vc_column_text]”Il figlio dell’uomo seppellirà l’uomo, ma egli stesso rimarrà insepolto“.

Protagonista di questo Vangelo non è Dio, ma l’uomo, nella sua fragilità, inconsistenza, povertà e debolezza. L’uomo Gesù, figlio di Dio, ma nato da una donna e da un uomo, attraverso un amore carnale.

Gesù, figlio di Maria e Giuseppe, che suo malgrado scopre di essere figlio di Dio, un Dio malvagio, disposto a tutto pur di ottenere potere e gloria, anche di sacrificare il proprio figlio sulla croce, e di generare secoli di violenza in nome suo.

Il romanzo narra la storia conosciuta della vita di Gesù dalla nascita alla morte, ponendo l’attenzione sulla figura del Profeta, un giovane inesperto della vita, del tutto uguale agli altri uomini, che attraverso la vita stessa impara a crescere, fino a diventare portatore di un pensiero nuovo, rivoluzionario.
Moltissimi sono i temi che Saramago tocca, con sagace intelligenza, attraverso una scrittura densa e fluida, tipica dello stile dell’autore, che ben rende il flusso di pensieri e di azioni che spesso si mescolano e si confondono nel processo di conoscenza della vita del Profeta.

Gesù soffre per la morte del padre Giuseppe, figura centrale nella vita del giovane, dal quale erediterà il senso di colpa per aver amato troppo il proprio figlio, dimenticando i figli degli altri nella strage di Erode. La colpa, che vive attraverso il sogno notturno, si ammanta di poesia e di pietà tra le pieghe del sonno di Gesù, attraverso la sempre maggiore consapevolezza della propria condizione di uomo e di figlio di Dio.

Attraverso l’incontro con Maria di Magdala, uno dei punti più appassionati del romanzo, Gesù allontana da sè la solitudine che fino a quel momento lo ha accompagnato, per lasciarsi andare a un sentimento condito di tenerezza e passione. A sua volta Maria di Magdala , prostituta d’alto bordo, trova in Gesù un uomo che è in grado di considerarla donna e non solo amante. L’unione avviene con naturalezza e da quel momento Maria non abbandonerà più Gesù e lo seguirà fin sotto la croce, soffrendo per la sua morte molto più profondamente di quanto farà la stessa madre di Gesù.
Il Profeta vive la sua intera vita nel tentativo di ribellarsi a Dio, che si mostra a lui spesso in compagnia del Diavolo, suo alter ego, in una visione speculare tra bene e male, fino a quando, ormai appeso alla croce, prende atto della propria impossibilità a sottrarsi alla volontà del Padre, burattinaio crudele e implacabile, e rassegnato urla disperato agli uomini:

Perdonatelo, perché non sa quello che fa“.

Con questa frase finale Saramago ribalta completamente la versione canonica della morte di Gesù, restituendo agli uomini la possibilità di dare il perdono e togliendo a Dio ogni tensione verso il Bene dell’umanità.

Il romanzo, pubblicato nel 1991, scatenò forti critiche da parte della Chiesa portoghese, tanto da indurre lo scrittore a lasciare il paese per vivere alla Canarie.

Recensione di Ivana Bagnardi

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  • Cecità

    In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

  • Cecità

    Descrizione

    In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

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