La combattente

Angelita è rimasta da sola nella grande casa di famiglia. Fabrizio, suo compagno di vita da trent’anni, se ne è andato via divorato da un cancro. Scrittrice, ex giornalista, in età matura è travolta da un’opprimente solitudine. L’impatto con la realtà è violento, privo di certezze. Il mondo, questo nuovo mondo, in cui arranca, non le appartiene. Disperata, si aggrappa a brandelli di lucidità che si trasformano in incubi. È l’anno zero. La sua storia con Fabrizio si trasforma in un ricordo crudele che si va sfumando come un ritratto in seppia. Ma accade qualcosa nel presente, una scoperta oltre la quale cova un mistero. Angelita cerca la verità indagando e ripercorrendo gli eventi degli anni Settanta. Perché è lì che si annida un inspiegabile dolore che aveva attanagliato Fabrizio. Un dolore blindato e inconfessabile che lo aveva accompagnato fino alla morte.

Autore: Nardini Stefania

Editore: edizioni e/o

Autore della recensione: Ornella Donna

 

Recensione

La combattente di Stefania Nardini

Stefania Nardini, giornalista e scrittrice, vive tra Marsiglia e Roma. Pubblica con la casa editrice e/o un libro intitolato La combattente. Un testo coinvolgente, che tratta il tema degli anni di piombo, del terrorismo e delle sue ripercussioni, tutt’ora attuali. Argomento a oggi poco trattato.

La combattente narra la storia di Angelita, che conosce per la prima volta Fabrizio durante una sua inchiesta giornalistica sui manicomi. Se ne innamora e i due vanno a vivere assieme. Vivono una vita idilliaca fino a quando lui si ammala gravemente e muore. Angelita rimane sola con un gatto. Il figlio Marco è lontano e ha la sua vita. L’elaborazione del lutto è faticosa, è una salita impervia e tutta da costruire. A causa di un incidente domestico si allaga la casa e Angelita è costretta a scendere in cantina. In un anfratto trova una pistola e lettere indirizzate a una donna che non è lei: “Provai una brutta sensazione. Lo sconcerto faceva a pugni con la consapevolezza, con la curiosità. Dalla plastica sporca e opaca il tatto mi restituiva forme allarmanti. Orientai la luce sul sacchetto e l’aprii : mi ritrovai tra le mani una pistola legata con dello spago a delle lettere. Un brivido mi tagliò in due.”

Chi è la donna? Cosa si cela nel passato di Fabrizio, di cui Angelita non sa nulla? Negare la realtà sarebbe facile, ma non risolverebbe nulla: “Volevo a tutti i costi arrivare alla verità. Avvertivo questo bisogno di sapere, di capire; era un diritto irrinunciabile. Ne andava della mia vita, non solo del mio passato. Per troppo tempo mi era stata negata la realtà.”

Inizia così un viaggio dentro gli anni di piombo, nelle sue più intrinseche sofferenze, in un afflato particolare tra presente e passato che colpisce: “Il passato tornava sul presente vomitando verità inimmaginabili. Fughe, nomi di copertura, armi, attentati, parole in codice. Non era il mio universo, ma c’ero caduta dentro tirata per un braccio, a tentoni, a strattoni, dal caso.”

Il libro è scritto con un linguaggio poetico, preciso e scarno, che colpisce. L’indagine riguarda un dolore che attanaglia, che provoca dubbi e che conduce alla domanda fatidica: conosciamo veramente chi amiamo, la persona con cui condividiamo pezzi importanti di vita? La natura umana è analizzata con effettiva conoscenza, l’elaborazione del lutto è narrata con precisione e sapienza narrativa. La narrazione affascina, i personaggi ben descritti e l’argomentazione di un tema oscuro e buio, ma che è parte della Storia, sono i punti cardine di un romanzo che merita. Molto consigliato!

Recensione di Ornella Donna