La femmina nuda

Anna e Davide stanno insieme da cinque anni. Si sono amati e traditi, come tutti. Ma un giorno qualcosa cambia. Davide diventa violento, aggressivo e Anna scopre che si è innamorato di un’altra donna. Trova foto hot e alcuni messaggi in cui lui le scrive che la ama. Davide nega, attacca, non vuole che la loro storia finisca. Anna lo manda via di casa e precipita nell’ossessione. Smette di mangiare, controlla continuamente i social network dell’ex compagno e della rivale e, in un crescendo morboso, comincia a pedinarla, arriva a conoscerla e a frequentarla, fino a quando il gioco diventa troppo difficile da continuare. Il nuovo, atteso romanzo di Elena Stancanelli è la storia di una donna che, nella forma di una confessione spudorata alla propria migliore amica, racconta il lato oscuro di ogni donna.

 

 

Autore: Stancanelli Elena

Editore: La nave di Teseo

Autore della recensione: Gabriele Lanzi

 

Recensione

L’amore ed il tradimento 2.0 vissuti all’epoca di Internet. In estrema sintesi si potrebbe riassumere in questo modo La femmina nuda, l’ultimo libro di Elena Stancanelli, candidato al “Premio Strega 2016” e pubblicato dalla nuova casa editrice “La nave di Teseo”, nata (anche) con il contributo del professor Umberto Eco.

Anna, la protagonista di La femmina nuda, è una donna dei nostri tempi, felice ed innamorata del suo compagno con il quale convive da diversi anni, fino a quando non scopre di essere vittima del tradimento. L’altra – che non sarà mai chiamata nel libro con il suo vero nome – viene ribattezzata spregevolmente da Anna con l’epiteto di “Cane”, che rappresenta tra l’altro il nome che la stessa rivale ha affibbiato al proprio cagnolino. La narrazione è una sorta di confessione epistolare della protagonista che a posteriori, rivolgendosi all’amica Valentina, descrive la spirale di idiozia e di nevrosi raggiunte a seguito della scoperta del tradimento subito. Per Anna diventa un’ossessione il bisogno di spiare il suo (ex) fidanzato ricorrendo sia a Facebook (riesce ad indovinare la sua password di accesso al profilo) sia ad un’app per smartphone, che le permette di controllare virtualmente “il puntino blu” che individua gli spostamenti e le scappatelle di lui sulla mappa della città di Roma. La tecnologia costituisce pertanto la chiave di accesso al segreto mondo dei due amanti e Anna riesce infatti a intercettare “i selfies” che “Cane” trasmette  sul programma di messaggistica o via posta elettronica, rimanendo sconvolta dai particolari anatomici immortalati. Tutto questo voyeurismo svela le riflessioni più interessanti trattate nel libro perché dimostra come i social network condizionino pesantemente le nostre vite, permettendoci di spiare impunemente la privacy altrui senza essere visti, come del resto ammette la stessa protagonista: “Se invece ci spostiamo per intero dentro la virtualità spariscono tutti i freni, perché sparisce la nostra identità”. Il rovescio della medaglia invece è il prezzo che si paga nell’accedere a tutto quello che dovrebbe rimanere privato: Anna rimane profondamente turbata, prova rabbia e frustrazione alla vista delle foto che ritraggono la rivale nella sua nudità. Di fronte a tutto questo scopre a sua volta di sentirsi nuda (pur trattandosi di una nudità interiore), impotente e fragile dinnanzi agli eventi.

La femmina nuda in definitiva è un romanzo estremamente attuale tanto per le riflessioni  sull’uso sistematico dei social network quanto perché rappresenta uno spaccato piuttosto realistico della vita di coppia e del tradimento, il cui significato sembra venire in qualche modo svuotato e banalizzato nelle dinamiche relazionali dei nostri giorni. Il tutto viene confezionato dalla Stancanelli avvalendosi di un linguaggio piuttosto forte e crudo, con espressioni viscerali ed estreme, a tratti forse anche eccessive, con l’intento però di delineare adeguatamente gli stati d’animo di chi li vive in presa diretta.

di Gabriele Lanzi