La lista

Autore: Connelly Michael

Editore: Piemme

Autore della recensione: Vanloon12

 

Recensione

Un libro imperdibile per gli Harry Bosch addicted, tra i quali mi annovero con orgoglio. Godibilissimo anche per gli altri, intendiamoci. Il conoscitore a livello base o intermedio dell’universo creato da Michael Connelly, però, si godrà la scrittura piana e precisa, la trama sinuosa, i due-tre virtuosismi che la impreziosiscono e resterà ben impressionato da questo romanzo in bilico tra legal thriller e poliziesco. Affronterà La lista come un romanzo “normale”. Dedicherà la giusta attenzione all’incipit. Si godrà lo svolgimento dell’azione. Sfoglierà distrattamente l’epilogo. Certamente gli verrà voglia di leggere altro dell’autore (ottima idea!).

Il Bosch addicted, invece, trasalirà quasi subito. La fascetta presenta il romanzo come la nuova indagine di Harry Bosch, ma alla cerimonia degli Oscar, Bosch concorrerebbe a quello per l’attore non protagonista. Tutta la storia è raccontata in prima persona (e già questa è un’anomalia nel panorama letterario di Connelly) da Michael Haller, avvocato con un passato e un presente burrascosi, culminati in un anno sabbatico per disintossicarsi dagli antidolorifici a base di eroina assunti durante la convalescenza da una brutta ferita da arma da fuoco.

Haller è l’avvocato della Lincoln. Cioè il protagonista di Avvocato di difesa (questo il titolo italiano) del 2009. Ecco un altro colpo ad effetto di Connelly. Fare interagire Bosch con il suo nuovo personaggio. Speriamo non sia un passaggio di consegne! Già una volta (La città delle ossa), Connelly lasciò intendere di voler mettere in panchina il nostro eroe. Dita incrociate, quindi!

Quando si cimenta con il legal thriller, Connelly non utilizza i colori più cupi della tavolozza (quelli che gli servirono per i toni del marcio con cui dipinse l’industria del porno e le sue vittime in Utente sconosciuto o ne La bionda di cemento) per descrivere Los Angeles. I bassifondi sono appena sfiorati. Ci si muove tra le spiagge di Malibu, luogo in cui Walter Elliott, magnate dell’industria cinematografica, trova i cadaveri della moglie e dell’amante finendo inevitabilmente al primo posto della lista degli accusati, e downtown, sede del palazzo di giustizia in cui le indagini si svolgono. Haller entra in scena quando Jerry Vincent, l’avvocato incaricato della difesa dello stesso Elliott, viene ammazzato in circostanze misteriose. A lui tocca assumerne tutti i casi, uscendo dal letargo forzoso. Ricostruisce il proprio team, formato da una delle sue due ex mogli (Lorna) e dal gigantesco Cisco, investigatore privato diventato, intanto, compagno di Lorna stessa. Il caso, però, prende subito una brutta piega. Elliott, curiosamente, impedisce a Haller di chiedere un rinvio che sarebbe doveroso. E’ certo della propria innocenza, sostiene. Haller, però, è troppo disilluso per credergli sino in fondo. Ed ecco la seconda insidia (tutti in piedi): Harry Bosch, investigatore incaricato del caso. Lui e Haller sembrano essere contemporaneamente attratti e respinti uno dall’altro. Abbiamo entrambi regole da seguire. […] Siamo le due facce della stessa medaglia, spiegherà Haller a Bosch, cercando di trovare un terreno comune che Bosch non vede, come spiega diverse pagine dopo: Non sono abituato a stare dalla stessa parte di un avvocato della difesa. Molti suoi colleghi hanno cercato di dipingermi come uno stupido, un corrotto, un fanatico, a volte anche peggio. Arriveranno a toccare i limiti di etica e deontologia, sino alla scoperta dell’identità del burattinaio di tutta la vicenda e degli insospettabili burattini. Corrotti e corruttori.

L’ultimo colpo ad effetto, Connelly lo riserva per l’epilogo. Ma proprio non ne posso parlare per non rovinarvi il gusto della scoperta. Accontentatevi di sapere che Haller, come Bosch, vive in una casa abbarbicata su uno dei canyon che solcano le alture della sterminata Los Angeles. Ma sul lato opposto. Alla fine della storia, infatti, Bosch e Haller concorderanno: Siamo due facce della stessa montagna. Ultima cosa: cos’è la lista del titolo? Ce ne sono diverse, nel romanzo. Quella dei sospettati. Quella dei clienti che Haller eredita. Quella dei possibili giurati. A voi scoprire quale sia. Tenete conto, però, che il titolo inglese è The Brass Verdict, ovvero: il verdetto di ottone (inteso come quello di cui son fatte le pallottole). Curiosi?

Recensione di Vanloon12