La Locanda del Giallo

Nato come allegro tributo ai festival letterari italiani, questo giallo comico d’ambientazione paesana vede quattro tipologie di giallisti gareggiare per risolvere il delitto avvenuto nella locanda che li ospita. Abbiamo l’anziana autrice di gialli storici, il navigato scrittore mantenuto dalla moglie, la bella romanziera di sexy mistery e il giallista in erba. Chi riuscirà a stanare il colpevole? Uscito nel 2014 all’interno di Novelle col morto ‒ che conteneva anche La Pieve della Buona Morte ‒, ora La Locanda del Giallo torna single e va alla conquista dei lettori del giallo comico.

Autore: Conventi Gaia

Editore:

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

La Locanda del Giallo (I delitti di Arginario Po Vol. 2)

Nato come allegro tributo ai festival letterari italiani (l’autrice ne ha vinti diversi), questo giallo comico d’ambientazione paesana vede quattro tipologie di giallisti gareggiare per risolvere il delitto avvenuto nella locanda che li ospita. Abbiamo l’anziana autrice di gialli storici, il navigato scrittore mantenuto dalla moglie, la bella romanziera di sexy mistery e il giallista in erba. Chi riuscirà a stanare il colpevole?

Forse, con questa storia ironica e divertente, l’irriverente Gaia Conventi allude a un concorso al quale lei stessa ha partecipato?

E la figura del giovane Carrusi chi sbeffeggia? Forse qualche attuale scrittore di successo?

Mah, come si fa a sapere cosa sia passato nella mente e nella fantasia di Gaia…

Uscito nel 2014 all’interno di Novelle col morto ‒ che conteneva anche La Pieve della Buona Morte ‒, ora La Locanda del Giallo torna single e va alla conquista dei lettori del giallo comico.

Con il tarlo per le risposte alle domande soprariportate, noi riproponiamo qui sotto il commento interattivo con l’autrice, che avevamo scritto ai tempi delle Novelle col morto.

Il link su Amazon de La Locanda del Giallo

Rileggi la nostra intervista a Gaia Conventi a questo link

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Anche il secondo racconto delle “Novelle col morto” di Gaia Conventi è ambientato ad Arginario Po, ne La locanda del Giallo”, ove alloggiano quattro scrittori che lì trascorrono la notte prima del decadente festival dedicato al giallo: la rappresentante del giallo classico che ormai vive di memorie, il piacione-farfallone sulla via del tramonto, la velina incarnazione vivente dell’erotic thriller, l’esordiente con il capolavoro ben annidato nella memoria del pc…

Fuori la verità, dietro a ciascuna tipologia di scrittore tu hai un nome e un cognome… oppure Iduccia, il bel Giuffré, la provocante Ludmilla e Mariolino Millusi sono per te quello che per Platone era “la cavallinità”, cioè soltanto un’idea astratta?
Gaia: “Ecco, dai, tiriamo dentro anche Platone! No, su, non facciamola così difficile: ci sono nomi e cognomi, ma sono mixati per bene. Nessun personaggio è mai una persona, una e una soltanto. Lì c’è il sunto di chi ho conosciuto nell’ambiente, di chi ho schivato, di chi ho voluto conoscere per cavarmi una sana risata e dirmi che l’acquario editoriale è un mondo di pazzi. E io coi pazzi mi diverto sempre, soprattutto quando pensano d’essere sani di mente.”

Ma è proprio vero che gli scrittori sono una “Strana razza”? E come strana razza, sono più narcisi (“Fingere falsa modestia rientra tra i compiti sociali di ogni romanziere”) o – per dirla con il locandiere – sono piuttosto persone dalle modeste capacità (“quattro cialtroni… sembravano soltanto quattro zucconi”)?
Gaia: “C’è scrittore e scrittore. Tra i tanti, qualcuno lo salvo. Qualcuno che fa lo scrittore e sa che è un mestiere, il più bello, ma per farlo bene devi rinunciare a molto altro. Io, tanto per dire, mi definisco sempre un blogger: così non mi nego niente. E poi sì, noi che imbrattiamo carta siamo tutti dei narcisi, non potrebbe essere altrimenti: mettiamo le nostre idee in piazza, vogliamo che la gente le conosca. Mi pare sia pretendere parecchio! Siamo strani, ma il più è saperlo. A ogni autore occorre fare la tara: tolta la tutina da super-scrittore resta l’essere umano. A volte vale la pena assistere allo spogliarello. Ma solo a volte.”

E tu, come scrittrice, in quale tipologia ti identifichi (vietato trincerarsi dietro allo slogan di “Giramenti”, il blog di Gaia Conventi, ossia “smetto quando voglio”)?
Gaia: “Però è così, giuro! Un giorno troverò un hobby più divertente di questo, magari mi metterò a fare presine con la rafia, chi può dirlo. Io scrivo quando ho qualcosa da dire, qualcosa che mi diverte comunicare e che penso possa far passare degnamente il tempo a chi mi legge. Se cala il divertimento – mio e altrui –, ciao a tutti e mi metto a impagliare sedie. Nessuno noterebbe la mia scomparsa, tranne il tale a cui avrò soffiato le sedie.”

Poi nella “Locanda del giallo”, la notte prima dell’evento letterario, ci scappa il morto…Intendevi dire che gli scrittori sono disposti a tutto pur di agguantare un attimo di celebrità  (“Il festival stava andando a rotoli e quel delitto era una manna dal cielo”)?
Gaia: “Ah, ci puoi giurare! Ho visto cose che voi umani… ma se le racconto – senza la scusa dell’alcool – mi menano. Diciamo che l’attimo di celebrità piace a tutti, anche al vicino di casa che il tg intervista a salma ancora calda, ma agli scrittori piace un pochino di più. Non dico che la salma la procurerebbero appositamente, ma quasi.”

E adesso la rivelazione che ogni scrittore nega, quasi fosse  un genitore al quale viene chiesto di riconoscere che tra i  figli ha una preferenza. Tra le due “Novelle con il morto, Gaia Conventi ha un debole per
Gaia: “La seconda, senza alcun dubbio. Spazio ai dialoghi e tutti cattivissimi. Insomma, il mio pane!”

Accidenti Gaia, mi ero dimenticato che qui, a qlibri.it bisogna anche dare i voti all’opera commentata (dall’1 al 5, come nelle scuole di certi paesi esteri). E adesso come facciamo in una recensione interattiva? Va be’, per questa volta i voti li do io e chi ci leggerà comprenderà che li esprimo nell’assoluta convinzione di essermi divertito a tutto spiano, sia leggendoti, sia scrivendo con te…
Gaia: “Mi è andata bene! Temevo di dovermi dire brava da sola…” 

Gaia Conventi e Bruno Elpis

http://www.qlibri.it/recensioni/gialli-narrativa-italiana/discussions/review/id:47130/