La marchesa, la villa e il Cavaliere

Descrizione

Roma, via Puccini, 30 agosto 1970. L’avvocato Cesare Previti, all’epoca trentaseienne, arriva con la polizia sulla scena di un triplice omicidio. Tre corpi, tre vite: un viveur, una arrampicatrice sociale, un miliardario. Tre storie avvitate l’una all’altra, strette intorno a un unico asse patrimoniale. Il giovane e rampante legale romano capisce subito che a quel delitto è agganciata una delle più grandi collezioni di beni della storia d’Italia: l’eredità Casati Stampa. Luca Telese ha inseguito, con il fiuto e la tenacia del vero cronista d’inchiesta, le tracce del mega business (per Berlusconi e i suoi, naturalmente) che fu l’acquisto della villa nel 1974. Ne è uscito uno spaccato inquietante e decisamente esemplare della modalità di “condurre gli affari” da parte dell’avvocato di fiducia del Cavaliere, Previti, e del Cavaliere stesso. Sin da quei lontani anni Settanta che videro l’inizio delle loro fortune, delle loro ascese irresistibili e strettamente intrecciate.

Autore: Telese Luca

Editore: Aliberti Editore

Autore della recensione: Vanloon12

 

Recensione

Attenzione: questa recensione si autodistruggerà tra cinque secondi. Come devono essersi autodistrutti tutti gli articoli che non possono non essere stati dedicati alla vicenda. Perché non è possibile che il noto giornalista de La 7, Luca Telese, abbia ragione. Non è possibile che a un argomento tanto succulento (dal punto di vista mediatico, per l’amor d’iddio) siano state dedicate poche righe sui media e una sola, storica, intervista da Barbara Palombelli a Cesare Previti.

Ma andiamo con ordine. Roma, via Puccini, 30 agosto 1970. Una stanza chiusa, tre morti. E non tre morti qualsiasi. Nell’abitazione di lusso del marchese Camillo Casati Stampa vengono ritrovati senza vita lo stesso marchese, la bellissima Anna Fallarino, diventata marchesa in seconde nozze, e l’amante di lei, il giovane Massimo Minorenti. Pochi dubbi sull’arma del delitto: il fucile da caccia del marchese. Molto più complesso risalire alla dinamica del delitto: il marchese ha ucciso la Fallarino prima di suicidarsi? O è stato forse Minorenti a sparare e il primo a soccombere è stato il marchese stesso? Non è questione di poco conto: in gioco c’è la successione in uno dei più grandi patrimoni italiani.

Nel caso fosse morto prima il marchese, a ereditare sarebbe stata la Fallarino, in virtù di un testamento. Solo per pochi istanti, perché alla sua morte tutto sarebbe stato trasmesso ai suoi discendenti. Se la Fallarino fosse morta prima del marchese, invece, tutta l’eredità passerebbe alla figlia di primo letto di Camillo Casati Stampa, l’allora minorenne Annamaria. Non è questa la parte nascosta dai media. Anzi, il ritrovamento di un quaderno verde in cui il marchese annotava minuziosamente le scorribande sessuali a cui costringeva (o coinvolgeva?) la moglie per puro piacere voyeuristico fa sì che le prime pagine dei giornali siano per mesi e mesi piene di foto piccanti e racconti pruriginosi. E’ il seguito che viene coperto da silenzio.

Nell’eredità che alla fine gli inquirenti stabiliranno spettare alla giovane Annamaria (quindi è il marchese, accecato dalla gelosia per quel giovane spiantato che è stato capace di conquistare il cuore di quella moglie che aveva fatto concedere a oltre mille amanti) è compresa anche una villa alle porte di Milano e un parco di 750 km quadrati. Diventati entrambi celeberrimi perché si tratta dei terreni su cui sorgerà Milano Tre e di Villa San Martino ad Arcore. Gli atti ufficiali parlano di un pagamento di molto sotto il valore corrente per quei beni, in più effettuato tramite azioni di una società del gruppo Edilnord (Finivest era di là da venire) che erano senza mercato, tanto che sarebbero stare riacquistate dalla società. Il fatto che, poi, il tutore legale della figlia minorenne del Marchese Casati Stampa fosse Cesare Previti, che diventerà avvocato e consulente di un allora giovane e rampante imprenditore milanese, complica ancora di più lo scenario.

“La marchesa, la villa e il cavaliere” è un reportage giornalistico, avvincente come un giallo e che lascia la bocca amara come tante vicende di cronaca poco chiare. Complimenti a Luca Telese. Da parte nostra possiamo dire che, per una volta, non è stato complicato indovinare il colpevole.

Recensione di Vanloon12