La metà di niente

Descrizione

La storia di Rose, una donna dublinese lasciata d’improvviso dal marito con tre figli e tutti i problemi che derivano da una situazione del genere. L’autrice segue il suo personaggio senza sentimentalismo, attenta ai fatti e al linguaggio.

Autore: Dunne Catherine

Editore: Guanda

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Un otto pieno…

La penna della Dunne, precisa e pulita, arricchisce una trama semplice e quasi banale. I flashback si alternano alle pagine di una vita reale descritta minuziosamente, ma senza mai tediare il lettore o rallentare la narrazione; i personaggi appaiono vivi, palpabili.

Non male per un romanzo d’esordio…
Ben, di punto in bianco, senza che Rose ne avesse percepita la benché minima avvisalia, le comunica freddamente la sua intenzione di lasciarla.

Non c’è spazio per il confronto: la decisione è presa, ed è irrevocabile.

Rose, dopo vent’anni di vita condivisa, si ritrova con tre figli da mantenere, una catastrofe emotva da affrontare e, per di più, gravi disagi economici.

In un primo momento, sembra inerme e spaesata, non riesce a reagire alla fine dei suoi sogni. Ma, quando la delusione prende il posto dell’incredulità, mostrandole la cruda realtà dei fatti e spazzando via le convenzioni socilai che l’avevano imprigionata, Rose impara a conoscere se stessa, e scopre la propria forza. Una forza che nasce dalla solitudine e dal senso di abbandono e la fa rispondere con con rinnovato coraggio agli eventi.

Si rimbocca le maniche e diventa finalmente “matura”, comprendendo, accettando ed affrontando la durezza di un destino che non sempre è giusto come lo vorremmo e lo avevamo immaginato.

La cosa bella da notare è che anche il suo linguaggio cambia, e la sua figura nel nostro immaginario perde le rotondità materne per indossare gli spigoli della rabbia.

Un unico grande neo, costato un punto: l’epilogo. E tutti vissero felici e contenti…

Ogni giorno ha la sua pena. Quanto basta per arrivare a sera

Recensione di Marika Piscitelli