La notte dei petali bianchi

Descrizione

La zona tra Brescia, Chiari e Rovato è un distretto produttivo pieno di fabbriche e di capannoni. Ed è il personale inferno di Dante, che di mestiere fa la guardia giurata e gira, notte dopo notte, per verificare che tutto vada per il meglio. Vive insieme a sua madre, una donna che da quando è vedova sembra rinata. Ma rinata male, perché passa il suo tempo tra creme e sesso trovato via internet. Col risultato che Dante è sempre più solo. Nella stessa zona vive anche Samira. Quindici anni, musulmana e bella. Ha un padre violento, reso ancora più violento dal fatto di vivere in un posto che sente straniero e ostile: l’Italia. Così quest’uomo sarebbe pronto ad ammazzare sua figlia se soltanto sapesse che ha incontrato Dante, un cristiano, e che si ostina a frequentarlo. Perché Samira, in realtà, è già una donna. E vuole essere una donna libera. Mentre un gruppetto di suoi connazionali sta preparando un attentato miserabile, da poveracci, e Dante finirà per imbattersi anche in loro. “La notte dei petali bianchi” prova a rispondere a una domanda: fa più paura stare da soli o fanno più paura gli altri, i diversi da noi? E lo fa mettendoci a disposizione una lucida visione dell’Italia dei nostri anni e un strepitoso talento nel raccontarla.

Autore: Di Fiore Gianfranco

Editore: Laurana

Autore della recensione: Nicoletta Scano

 

Recensione

E’ questa una storia dura, e dolorosa, e davvero toccante. Fragile, proprio come la definisce la stessa casa editrice Laurana, che anche con questa pubblicazione non abbandona le tematiche più ardue di questi giorni contemporanei confermando il suo impegno a raccontare una realtà senza abbellimenti e fronzoli, per riuscire, come si riprometteva all’inizio del suo ultimo progetto l’editore Garlisi, “a utilizzare la narrativa per fare luce sulla realtà”.

Ebbene a mio parere questo è uno dei romanzi che meglio realizzano l’intento, poiché permette di seguire lucidamente e da un punto di vista privilegiato (se così si può definire, data la crudezza di sensazioni che questa prospettiva porta con sé) come le violenze e il male vissuti, subiti e in certo modo inflitti anche dalle stesse vittime, segnino la vita delle persone.

La notte dei petali bianchi è un romanzo ricolmo, traboccante di tristezza e solitudine, sensazioni che  pervadono a tal punto il lettore da non permettergli quasi di indignarsi, di scostarsi dalla vicenda, nemmeno nei momenti di maggior crudezza, ingiustizia, violenza.

Il peso emotivo del micro universo claustrofobico rappresentato dall’autore è così grande da impantanare il più forte equilibrio, da provocare in chi legge uno specchio dello stato di inerzia e rassegnazione presumibilmente provata dai protagonisti.

Così sembra quasi che non sia possibile un vero riscatto, che sia troppo fantasioso e ottimista un vero trionfo dell’amore, che sia insomma inverosimile un lieto fine.

Vittime e carnefici sembrano a tratti confondersi in un’unica palude fatta di molestatori miserabili, ragazzine rinchiuse, madri annientate dalla propria incapacità di affrontare la realtà,  alcolismi desolanti e amori, appunto, troppo fragili. Come se anche le figure più pure venissero irrimediabilmente contaminate dalla meschinità che sono costrette a vivere.

Sembrerà al lettore non ci sia via d’uscita alla catena di orrore e dolore. Eppure, se esiste, è proprio questa l’unica speranza: conoscere, sapere, comprendere per poter scegliere.

Un romanzo essenziale, ottimamente scritto, ma davvero difficile da digerire e per questo adatto solo a chi sia davvero motivato a scavare nella miseria umana più profonda.

Recensione di Nicoletta Scano