La ragazza gigante della contea di Aberdeen

Descrizione

C’è la misteriosa eredità di Tabitha Dyerson, la guaritrice – o maga – del paese, che sposò il Dr. Robert Morgan, un disertore della guerra civile. Gli infermi della città si radunavano attorno a Tabitha, i cui rimedi a base di erbe curavano molti più pazienti di quanto i metodi scientifici di suo marito avessero mai fatto. Si diceva che Tabitha avesse lasciato un ‘‘libro delle ombre’’, un libro da strega con le ricette di tutte le sue pozioni. Nonostante in molti lo avessero cercato, nessuno era mai riuscito a trovarlo… fino ad ora. Il lettore segue la vita di Truly, la figlia di Tabitha, i suoi tempi e le sue avventure. Le sottotrame abbondano, così come le risate, le lacrime, gli intrighi, le bugie e la magia.

Autore: Baker Tiffany

Editore: Zero 91

Autore della recensione: Nicoletta Scano

 

Recensione

La ragazza gigante della contea di Aberdeen di Tiffany Baker.

La vita di Truly è segnata dalla sua straordinaria dimensione fisica: già durante la gravidanza, le sue massicce rotondità hanno deformato la madre, uccidendola nel parto.

Venuta al mondo orfana, diversa e molto spesso incompresa, scoprirà dentro di sé una forza d’animo e un’indole coraggiosa che le permetteranno di affrontare le quotidiane avversità della sua semplice vita.

Cresciuta in provincia con la sorella Serena Jane, che per converso è meravigliosa e aggraziata, non riuscirà mai a superare l’ignoranza della sua insegnante delle elementari, che per prima la definisce gigantessa.

Costretta a vivere in una povera fattoria con la famiglia di una coetanea, Amelia, che l’accoglie all’abbandono del padre, segnato irrimediabilmente dall’alcol e dalla perdita della moglie, Truly impara i lavori più pesanti, riuscendo comunque a trovare una sua serenità.

Ma il cambiamento è dietro l’angolo, e se la sua fisicità ha segnato il suo destino, non da meno l’aspetto fisico condizionerà l’esistenza della bella Serena Jane, costretta dagli eventi a sposare il figlio del medico locale.

Una Truly giovanissima osserva “Durante tutta la mia vita, la gente non si era mai spiegata come una persona come Serena Jane potesse avere una persona come me come sorella, ma la risposta era molto semplice se ci pensate. La ragione per cui noi eravamo due opposti come l’acqua di scarico e quella di sorgente è che la bellezza non può esistere senza la bruttezza. Persino senza guardare i miei occhi color pozzanghera chiunque avrebbe notato che gli occhi di Serena Jane erano di quell’azzurro promettente dell’oceano Atlantico a luglio, ma io lo rendevo comunque una vincita sicura. Io rendevo bella mia sorella senza che lei neppure ci provasse.

La gente di Aberdeen poteva anche pensare che io fossi uno spettacolo da tener celato, ma naturalmente mi guardavano tutti. Dovevano farlo“.

In una dimensione semi onirica, la vicenda inizia a mescolare superstizione medica e un alone di magia, generato dalla leggenda delle streghe che secoli prima giunsero, edotte dei poteri delle erbe, nel villaggio, lasciando per sempre agli abitanti la consapevolezza che non solo la scienza può interferire sulla salute e la vita degli uomini.

Senza arrendersi ai pregiudizi di chi la vede diversa, Truly saprà accettare la propria unicità, cambiando le vite di chi la circonda e raccontando sempre con sguardo lucido la vita della piccola città, fino a scoprire, proprio lei, i misteri della strega Tabitha.

La storia di un’intera vita, a tratti commovente, in alcuni passaggi divertente, per nulla scontata, La ragazza gigante della contea di Aberdeen, pubblicato in Italia da Zero 91 è una lettura piacevole, adatta a tutti, ma soprattutto a chi desidera una riflessione serena sull’accettazione e sull’unicità di ciascun destino.

Recensione di Nicoletta Scano