La ribelle di Gaza

La voce di una giovane donna libera si alza da Gaza, tormentata dai bombardamenti israeliani e dalla tirannia islamista, per raccontare la sua storia: quella di una ragazza come tante, che ha voglia di vivere, di conoscere e di amare, di sfidare le assurde regole del maschilismo e la violenza del fanatismo religioso.

Una voce fresca, sorprendente, audace che ci regala un racconto, mai ascoltato finora, di cosa significa essere palestinese e donna, patriota e femminista. Non possono fermarla né gli zii, intolleranti dirigenti di Hamas, né le bombe israeliane.

Cosa ne sarà di una ragazza di Gaza che cresce all’ombra di uno zio, importante dirigente dei servizi di sicurezza di Hamas, al quale si oppone con determinazione e coraggio? Cosa ne sarà di lei con i soldati israeliani che fanno regolarmente irruzione in casa sua nel cuore della notte e costringono il nonno e altri vecchi a uscire in pigiama per cancellare i graffiti che alcuni giovani hanno disegnato sui muri? Cosa ne sarà di lei con un padre musulmano liberale amante della letteratura e un nonno benevolo che la nasconde sotto le coperte in una società dominata dalla chiusura, dalla corruzione e dal maschilismo, ma anche da un’incredibile umanità? La ragazza scrive per liberarsi dei troppi sentimenti contraddittori stilando, con un tono sia allegro che serio, un ritratto sensuale dell’amatissimo paese natio divenuto nel corso degli anni un calderone di guerre e integralismi. Diventerà scrittrice, ecco cosa ne sarà.

Autore: Alghoul Asmaa, Nassib Sélim

Editore: edizioni e/o

Autore della recensione: Ornella Donna

 

Recensione

Asmaa Alghoul e Sèlim Nassib, La ribelle di Gaza, Edizioni e/o 2024.

La ribelle di Gaza è un libro–testimonianza scritto a quattro mani, che ha avuto una gestazione lunga e assai particolare.

Asmaa Alghoul è nata nel 1982 a Rafh, in un campo profughi palestinese nel sud della striscia di Gaza. Collabora regolarmente con Al-Monitor, un giornale online specializzato nell’attualità del Medio Oriente. Ha vinto numerosi premi internazionali.

Sèlim Nassib, giornalista e scrittore tradotto in molte lingue, è nato e cresciuto a Beirut in una famiglia ebraica di origine siriana; è stato inviato speciale del quotidiano francese Liberation durante la guerra del Libano. Ha pubblicato i romanzi “Ti ho amata per la tua voce”, “L’amante palestinese” e i racconti “Una sera qualsiasi a Beirut”.

I due insieme hanno scritto questa testimonianza indimenticabile.

La ribelle di Gaza è la storia di vita, accidentata e spesso irta di difficoltà, di Asmaa, nata in un campo profughi, poco amata dagli zii simpatizzanti di Hamas, che spesso la picchiavano. Asmaa è bella, con gli occhi che brillano, stringe facilmente amicizia ed è un po’ lasciata ai margini, spesso considerata: “Troppo forte, appellativo che mi ha perseguitato per tutta la vita. (…) Io ero la maggiore e la famiglia mi considerava in qualche modo responsabile dei fratelli e delle sorelle. Loro erano più viziati di me, più belli, andavano meglio a scuola, e soprattutto nessuno li picchiava.”

Nel 2001 decide di frequentare l’Università. Altro motivo di odio: “Malgrado il bel voto preso all’esame di maturità, le università tedesche non mi hanno voluto sostenendo che le ragazze palestinesi andavano in Germania per sposarsi e non per studiare.”

Il suo intero percorso di vita sarà sempre ambivalente: per gli ebrei è una militante palestinese, per Hamas una pessima musulmana, così lontana dall’intransigenza islamica Viene arrestata e picchiata, ma non demorde e non indossa mai il velo: “Mi hanno detto che ebrei e musulmani esigevano che le loro donne si coprissero la testa a causa del timore che ispirano, perché mostrare i capelli è considerata una provocazione sessuale.”

La ribelle di Gaza è una lettura profonda e non sempre facile. Il personaggio di Asmaa è di difficile collocazione, è “l’espressione innocente” della ribellione all’islamizzazione forzata, alla segregazione e ai delitti d’onore. Oppositrice del regime di Gaza, si è sempre battuta contro la polizia criminale di Israele.

Il romanzo è stato scritto prima dello scoppio dell’attuale disumana guerra, cerca di fare chiarezza su questioni profonde e di non facile comprensione. Quello che finora è certo, è che  “Hamas ha tirato un sasso, Israele ha bruciato Gaza.”

Un romanzo profetico, cruento, per nulla rassicurante…

Ornella Donna