La seconda lettera

«In questo ultimo quarto di secolo 15.384 volte la Comunità di Sant’Egidio, direttamente e con l’aiuto di tanti, ha favorito l’incontro con un condannato a morte. […] Chi scrive? Anche giovanissimi, quindicenni, studenti e classi intere che scoprono già da teenager un mondo complesso, meno in bianco e nero. È l’empatia. Studenti universitari, ma anche famiglie in cui genitori e figli leggono e scrivono insieme le lettere. E diventa come un’adozione a distanza, un pezzo di famiglia che sta in un punto oscuro del mondo.» Dalla prefazione di Mario Marazziti.

Autore: Bellotti Laura

Editore: Ianieri

Autore della recensione: Ornella Donna

 

Recensione

Laura BellottiLa seconda letteraIanieri edizioni 2021.

Laura Bellotti pubblica con la casa editrice Ianieri un saggio molto delicato e toccante, intitolato La seconda lettera. Corrispondenza con un condannato a morte.

Nel suo titolo questo testo ricorda, con ben diversi contenuti, Le lettere dei condannati a morte della Resistenza Italiana, dove ci sono “lettere che ci hanno avvicinato alle vittime combattenti nei due fronti, vittime di qua e di là, dentro una grande carneficina operata dalle stesse vittime.”

A Sant’Egidio a Roma, nel 2002 è nata la Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte. L’autrice di questo saggio, Laura Bellotti, opera in questa struttura e, in tale ambito, inizia una fitta corrispondenza con James Duckett, che “è detenuto nell’FSP DAL 30  GIUGNO 1988, a seguito della condanna per lo stupro e l’uccisione di una bambina di 11 anni.  In questi 33 anni, Jim, così lo chiamano gli amici e i suoi  cari, lotta con i suoi legali per affermare la propria innocenza e per evidenziare le incongruenze e  i malfunzionamenti del sistema giudiziario (e carcerario) degli Stati Uniti. Oltre alla sua storia, la corrispondenza con l’autrice, iniziata nel 2012 e tuttora attiva, svela pensieri, paure e riflessioni di Jim, eternamente sospeso tra l’attesa di un responso e la vita in un carcere di massima sicurezza. Una preziosa testimonianza, la sua, che impone il rifiuto dell’idea che la Giustizia passi attraverso la pena di morte.”

Nella prima corrispondenza James ribadisce la propria innocenza, a fare da contraltare è l’incredulità di Laura. Ebbene questa corrispondenza durerà quasi dieci anni. Laura va in carcere a trovare il condannato, aprendo così un rapporto di amicizia e di simpatia che non ha eguali.

Il libro è appunto la trascrizione di queste lettere, la loro evoluzione, il loro intimo costituirsi. Lo scopo è in primis quello “di aiutare a capire quanta violenza c’è nel privare delle cure ovvie ed elementari persone impotenti destinate solo a subire.

Una lettura impegnativa, non facile, ma di grande spessore narrativo ed emotivo. La lettura induce a riflessioni su molti temi quali la giusta detenzione, il recupero, la morte. Al  centro c’è sempre e solo un unicum: l’uomo e la sua libertà.

Da leggere!