La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo

Descrizione

Dario Villalta ha due grandi passioni nella vita: le vedove e i maestri del Rinascimento. Finito in una galleria d’arte milanese dov’è costretto a vendere opere contemporanee che disprezza incontrando inoltre grandi difficoltà nel reperire l’oggetto della sua stravagante passione amorosa, langue finché dal Sud arriva Vera Gallo, che è non solo una vedova devota, ma anche – parrebbe proprietaria di una inestimabile scultura di santo di Mantegna. Vera sembra dunque in grado di appagare al massimo grado entrambe le passioni del gallerista; ma non è tutto oro quel che luccica, e avremo modo di accertarcene nella girandola dì avvenimenti che si origina dalle ristrettezze in cui precipita la polputa vedova, ormai ridotta sul lastrico. Nel frattempo incontreremo una variopinta galleria di irresistibili personaggi, dal trance-psicanalista Aaron Kaminsky al padre di lui Shloime, mago e guaritore; dallo stravagante inventore Carmine Palomino alla languida pasticcerà Ritarosa Latella; dall’oligarca russo Viktor Aleksandrovic Dudorov all’esuberante Maria Sofia Madrasca, chef misconosciuta benché detentrice del segreto del pacchero estremo.

Autore: Cappelli Gaetano

Editore: Marsilio

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

Vera Gallo è la vedova del titolo: originaria di Busto Arsizio, “la Manchester italiana”, dopo un matrimonio a Irsina, paese lucano che domina la valle del Bradano al confine tra le province di Potenza e Matera, seppellisce il marito e, prima, l’odiata suocera e ritorna – ereditiera e possidente – a Milano. Nella solita Milano con “amici … più che simpatici: tutti in partenza o di ritorno da qualche viaggio, tutti più o meno abbronzati, ridanciani coi loro sorrisi a pianoforte, brillanti per i loro gioielli le donne, per le loro cravatte dalle sete preziose gli uomini”.

In breve tempo la vedova allegra dilapida il suo patrimonio.

La ritroviamo in analisi dallo psicoterapeuta Aaron Kaminsky, inventore della psicanalisi trascendentale, conscio che per avere successo “Tocca Bisogna E’ Necessario: spararla grossa!” E lui la spara grossa con la … metempsicosi. Considerati anche i “tempi di grande narcisismo, d’infinita smisurata egolatria, dove ognuno si sente talmente importante e unico … da non accontentarsi di una sola, irripetibile e, d’altro canto, spesso meschina vita.”

Dario Villalta è un “art dealer”, che lavora in una Galleria di Milano. Ed è “l’uomo che amava le vedove”, forse grazie a una precoce esperienza adolescenziale con una di loro. Oltre che per una lucida constatazione, che gli suggerisce di inserirsi, avvantaggiandosene, nella legge economica della domanda e dell’offerta: “.. nel nostro paese ben 185.000 vedove nuove di zecca si immettono ogni anno sul mercato contro gli appena 60.000 equivalenti sparuti maschi …”

Esilaranti le pagine nelle quali l’autore fa risalire al peccato originale il potere eccitante della lingerie in pizzo o descrive il sito hot “Inserzioni molto ma molto particolari”; e quelle nelle quali la scure della narrativa satirica si abbatte sul “commercio delle reliquie religiose” prima e sui palestrati poi.

Nella storia i personaggi si susseguono al ritmo pirotecnico dei fuochi d’artificio: il gallerista Carmine Palomino, i membri di una compagnia di scambisti/orgiasti, il misterioso magnate russo Mr. Dudorf “re di nichel, re di tungsteno e … di acciaio”, la chef Mariasofia Madrasca depositaria del segreto culinario del “pacchero estremo” … Tutti convergono, insieme a Dario Villalta e a Vera Gallo nella splendida Capri, per partecipare all’asta clandestina nella quale dovrà essere aggiudicato per la modica cifra di sessanta milioni di euro … il Santo del titolo: una scultura di Andrea Mantegna!, recuperata in modo rocambolesco nella villa lucana di campagna ereditata da Vera e sequestrata dalle banche creditrici.

La prosa di Gaetano Cappelli è scoppiettante e doviziosa, il suo stile sardonico e coinvolgente. Gli espedienti narrativi sono intriganti e spesso scaltri: i paragrafi rigorosamente vietati ai minori sono contrassegnati da asterischi, per avvertire il lettore che la storia si fa “very hot” … Spesso l’autore abbandona le vesti del narratore, ridicolizza il suo ruolo di tenutario della storia e si appaia al lettore … quindi anche a …

Recensione di Bruno Elpis