L’amica geniale

Descrizione

L’amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati… Non vogliamo dirvi altro per non guastare il piacere della lettura. Torniamo invece all’inizio. Dicevamo che L’amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. Altri romanzi arriveranno nel giro di pochi mesi, per raccontarci la giovinezza, la maturità, la vecchiaia incipiente delle due amiche.

Autore: Ferrante Elena

Editore: edizioni e/o

Autore della recensione: Nicoletta Scano

 

Recensione

L’ultimo libro di Elena Ferrante è una di quelle letture che ti avvolgono e trasportano in un’altra dimensione fin dalle prime righe. Parola dopo parola le vicende narrate travolgono l’attenzione del lettore, lo incantano, avvincono in un mondo periferico e miserabile, che non smette di sprigionare poesia da ogni pagina grazie ai pensieri fosforescenti delle due protagoniste.

Amiche da una vita, rivali e complici in ogni momento della crescita, Lila e Lenuccia raccontano un’amicizia femminile emblematica e fortissima, probabilmente consacrata dall’assoluta mancanza di stimoli e di altre frequentazioni all’altezza delle due donne al centro del romanzo.

Entrambe estremamente intelligenti e ricettive, disperatamente e al contempo inconsciamente alla ricerca della strada per liberarsi dal pantano subculturale di un piccolo rione napoletano con poche luci e con molte ombre superstiziose e oscuramente violente, le due donne attraversano tutte le fasi universali della crescita e della profonda amicizia.

Dai banchi di scuola elementare dove con frustrazione generale Lila umilia facilmente chiunque tenti di uguagliarla alla prima adolescenza, quando solo una delle due ragazze riuscirà a frequentare le scuole superiori, dalla scoperta dell’amore al rifiuto della criminalità, fino all’età adulta e alla resa dei conti di un’intera esistenza, tutte le emozioni di una vita sono raccontate con rara limpidezza e sobrietà.

La voce narrante è di una sola delle due protagoniste, eppure entrambe le figure si stagliano e delineano con sempre maggiore definizione sino alle ultime pagine, quando il lettore è portato a chiudere il romanzo per poi riaprirlo un attimo dopo, per rileggere i primi capitoli, tirare le fila della storia, riflettere e ricostruire l’evoluzione circolare della narrazione.

Un’opera davvero consigliata, sottile, profonda e intelligente.

Recensione di Nicoletta Scano