Le brave ragazze non leggono romanzi

Descrizione

Un manuale snello e ironico che demolisce la figura edificante e mielosa incarnata dalla donna che legge. Uno sguardo innovativo e iconoclasta sul rapporto tra una donna che legge e i libri. Un saggio divertente che libera le lettrici dal giogo imposto da secoli di posizione subalterna: la lettura diventa una liberazione che origina dal desiderio, si manifesta nel sesso (lettura e libri come liberazione sessuale?), attraversa il corpo della letteratura e il corpo delle donne. La lettura inaugura, così, l’apprendistato verso una consapevolezza piena e matura: se per Rousseau nessuna ragazza dai casti costumi dovrebbe leggere romanzi, Francesca Serra ne rovescia l’ammonimento, dichiarando a gran voce che ogni fanciulla, prima ancora di essere un’amante, deve imparare a diventare una grande lettrice; che si tratti di Alice prossima a gettarsi all’inseguimento del Bianconiglio, della Novella Eloisa che legge avidamente una lettera dell’amato Saint-Preux, di Marilyn Monroe, colta in uno dei suoi ultimi scatti sulla spiaggia di Coney Island, mentre sfoglia l’Ulisse di Joyce. Cosa sarebbe stato della povera Emma Bovary se ne avesse seguito i consigli?

Autore: Serra Francesca

Editore: Bollati Boringhieri

Autore della recensione: Valeria Martino

 

Recensione

L’incipit non lascia spazio a dubbi e disorienta chi si fosse accostato a questo libro con l’intento di trovarvi un appassionato excursus sul binomio donna-letteratura. La frase ad apertura, infatti, recita: “ Voi forse non lo sapevate, ma siamo tutte delle pornolettrici”… e allora viene spontaneo richiudere il libro,  ritornare alla copertina e rileggere il titolo del saggio di Francesca Serra, “Le brave ragazze non leggono romanzi”, edito da Bollati Boringhieri.

Il libro ha i toni di un moderno pamphlet, in cui prende forma, pagina dopo pagina, un paradigma finora forse considerato ma mai esplicitato, e cioè che donne e letteratura vadano intese separatamente.

Dopo aver delineato la figura della pornolettrice, l’autrice organizza il saggio in cinque capitoli, i cui titoli, ancora una volta, sono tutt’altro che letterari : <Voglia>, < Finzione>, <Masturbazione>, < Consumo> e <Morte>. Perché, ci si chiederà. Perché il turpe commercio librario altro non è se non prostituzione. D’altronde, già Jean Jacques Rousseau aveva affermato che “ mai nessuna vergine ha letto dei romanzi”, perché leggere turba, leggere fa pensare, immaginare, volere, agire. E questo non è conveniente per una donna.L’eccitazione, il piacere, la voglia di immergersi tra le pagine di un libro non sono forse atti sessuali? Peggio, sono gli istinti più bassi, irrazionali e alogici… femminili, insomma.

Peraltro, la letteratura è un’attività di cui si può fare a  meno, un abbellimento che si possono permettere coloro che dispongono di molto tempo libero per lo svago e, quindi, “la letteratura è un’attività femminile”, sentenzia Mario Vargas Llosa, in un saggio dal titolo “E’ pensabile il mondo moderno senza il romanzo?

La donna? È al telaio, è in cucina, è madre e sposa… l’immagine della donna mentre legge un libro, reggendolo solo con una mano… no… quale immagine impura!

Recensione di Valeria Martino