Le intermittenze della morte

Le intermittenze della morte, di José Saramago, Feltrinelli

In un paese senza nome, dal 31 dicembre nessuno muore più. La gioia iniziale lascia spazio a problemi complessi: chi vive di morte perde reddito, la chiesa vacilla senza resurrezione. Dopo sette mesi, la morte, personificata come donna, annuncia il suo ritorno con lettere viola ai destinatari. Un violoncellista, la cui lettera è stata rinviata tre volte, costringe la morte a consegnarla di persona.

Autore: Saramago José

Editore: Feltrinelli

Autore della recensione: Alessandra Macchioni

 

Recensione

Le intermittenze della morte, di José Saramago, Feltrinelli

Un provocatore.

Di anime e coscienze, di pensieri e riflessioni.

Così considero Saramago dopo averlo letto per la prima volta.

Avere tra le mani questo libro significa entrare in un flusso incontrollato di ispirazioni e di idee, grazie a una scrittura che lascia senza fiato, priva di punteggiature, dialoghi diretti, soggetti: la scrittura che vuole rappresentare il fluire dei pensieri, inarrestabile, scomposto, a tratti fastidioso…estremamente umano nella sua tipicità.

Saramago, premio Nobel per la letteratura, è un narratore ironico, sagace, e feroce delle bassezze dell’animo, delle dinamiche di reazione sociale a fronte di allegorici e grotteschi avvenimenti che coinvolgono la società.

Temi scomodi, tabù toccati con forza: la paura assoluta per antonomasia, la morte, che smette di esistere e, in questo modo, inaspettatamente, stravolge la società creando mostri, vincenti, perdenti, delinquenti, approfittatori.

Feroce l’affondo sulla
religione che vacilla, non trova più il suo perno, trema di fronte alla mancanza del motivo di conforto e rifugio che rappresenta rispetto alla nera signora.

Badate: non è un libro rilassante.

Vive anche da chiuso nella vostra mente, vi provocherà, vi spingerà a pensare, a porvi domande dalla non facile risposta.

Non cadete nel tranello della scrittura poco immediata, ma partite dal presupposto che non state leggendo solo un libro, bensì una mente, con guizzi e cambi di registro di pensiero, senza linearità, senza regole…

Recensione di Alessandra Macchioni