Le querce non fanno limoni

Descrizione

Montechiasso è un borgo toscano arroccato sulle colline: nelle giornate di cielo nitido, scarno di nubi e con l’aria frizzante e pulita, si scorgono le vette delle Apuane, il mar Tirreno, le colline Metallifere, gli Appennini tosco-emiliani, il Casentino. Lì vive Sara, diciannove anni, figlia di Attilio, un tempo militante comunista nonché voce e chitarra del gruppo rock I Timidi. Ma a Montechiasso sono arrivati anche nuovi abitanti: per esempio il suo amico Averroè, giovane promessa dell’atletica nonché figlio dell’imam. Tutto sembra andare per il meglio, finché non arriva la notizia bomba: nel paese verrà costruita una gigantesca moschea, un’astronave aliena edificata tra le vigne e i campanili. Verranno tutti coinvolti in una discussione che rischia di degenerare, tra razzismi e idealismi, solidarietà e diffidenze: anziani con il pannolone e casalinghe disperate, preti troppo intraprendenti e affaristi senza scrupoli, politicanti di provincia e giornalisti ficcanaso, vecchi militanti e giovani rampanti, sciampiste pettegole e commesse della Coop.

Autore: Calamini Cosimo

Editore: Garzanti

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Un romanzo che sfiora la perfezione: la trama è originale; le storie procedono in parallelo, senza confusione; l’italiano forbito delle descrizioni si sposa meravigliosamente con i dialoghi schietti della gente; l’inizio crea suspense, la narrazione procede spedita e piacevole e il finale sorprende e commuove.

Calamini affronta temi importanti e di grande attualità attraverso la voce semplice degli abitanti di Montechiasso, un paese tranquillo tra le colline della Toscana. La giunta comunale ha approvato la costruzione di una moschea, o meglio, di un “centro culturale islamico”, e il popolo si ribella…

Non è razzismo, è paura. Paura della diversità, paura che la tanto decantata “integrazione” trasformi il paese, spazzi via le tradizioni, stravolga un’identità antica e fiera.

Una moschea nel parco… perché non costruirla più lontano dal centro? Perché vivere a stretto contatto con quegli arabi così distanti dagli usi italiani e di cui, dopo l’11 settembre, non ci si può fidare?

Ne nasce una lotta accesa come non mai. Per la prima volta la politica del “partito” ha deluso i suoi affezionati tesserati e tocca, sia pur con infinita amarezza, correre ai ripari. Così, alle elezioni del 26 aprile, viene proposta agli elettori una lista civica il cui programma è incentrato su un obiettivo altisonante ed irrinunciabile: impedire la costruzione della moschea a Giomelle.

Il fatto però è che l’odio, si sa, genera altro odio, e Montechiasso perde proprio quella serenità che intendeva preservare…

Sullo sfondo di un paese diviso ed incerto di cui l’autore ci presenta i discorsi, le considerazioni, le idee e i voltafaccia, la storia di Attilio Malquori e della sua famiglia è in primissimo piano.

Completamente travolto dalla politica e letteralmente ossessionato dalla storia della moschea, Attilio nemmeno si accorge della crisi della moglie Anita e delle difficoltà della figlia Sara. Eppure, il paese mormora… Anita viene vista spesso in chiesa da quando è arrivato don Luciano e… che ci fa Sara con il figlio dell’imam?

Forse non esistono solo il bianco e il nero; forse dalla diffidenza all’intolleranza il passo è breve; forse, se si riuscissero ad accettare i cambiamenti anziché pretendere di fermare il tempo, la vita sarebbe davvero più tranquilla e serena. Per tutti.

Recensione di Marika Piscitelli