Le strane abitudini del caso

Descrizione

Cinque racconti, cinque storie, cinque incontri legati dal filo rosso del destino. Le strane abitudini del caso è un paso doble con la vita. Cinque viaggi attraverso i chiaroscuri del cuore, un gioco di apparenze che colora di luce e d’ombra situazioni e personaggi sempre sospesi, come in bilico tra presente e passato. Perché la sorte di ognuno sta nell’illusione che, allo stesso tempo, tutto sia vero, tutto sia falso: la felicità e il dolore, l’amore e il disincanto, l’attesa, la realtà e la fantasia. Le strane abitudini del caso sono finestre accese sul buio, sfere di vetro dove la neve scende per molto, per poco, dove il silenzio, come il destino, è uno sparo lontano.

Autore: Pompameo Giuseppe

Editore: Scrittura & Scritture

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Cinque racconti (che potrebbero diventare bei cortometraggi) legati dal filo conduttore dell’illusione e scritti da una penna elegante e malinconica.

Nel primo, la Città si è “incantata”: il tempo è sempre bello, sempre caldo, eppure è il 7 dicembre (di una settimana qualunque di un anno qualunque di quasi fine millennio). “Incantata” vuol dire bloccata, paralizzata, inceppata, specchio di una realtà inesorabilmente uguale a se stessa.

Francesco B., invece, è uscito dal carcere dopo trent’anni e il suo unico pensiero, il suo unico desiderio è di vedere Adelina… finché non si accorge di non essere mai stato tanto libero come quando l’aveva attesa…

(…) E se l’amore fosse solo un disincanto, un sogno dispari da cui, prima o dopo, svegliarsi? Se non fosse altro che l’inizio di un finale, tutto tempo passato a perdersi, a preparare un alibi, un ricordo, più spesso una nostalgia? Insomma un modo qualunque per dimenticarsi?”.

Questo è il bell’esordio di “Eravamo sogni”, il mio preferito, storia d’amore impossibile (non vi svelo il perché) tra lo scrittore Ludovico P. e la fedele lettrice Sara G.

Alina Mendes si rassegna all’assenza di Alonso rifacendosi non una, ma dieci, cento altre vite, e infine c’è il piccolo Peppino, “… un debole sorriso e una lacrima eternamente in bilico tra le palpebre, pronti a traboccare da quelle due piccole finestre affacciate, come sbadigli, sulla vita”.

La raccolta di Pompameo è una breve lettura piacevole, originale, intelligente.

Recensione di Marika Piscitelli