L’età dell’argento

Descrizione

La vita sonnolenta di un’isola in mezzo al mare viene turbata dalla scomparsa di Cecilia, diciassette anni, bruna, florida, allegra e senza fantasie, poi ritrovata morta in fondo a un pozzo. Suo padre, grande e grosso come una specie di orco da fiaba, gestisce il negozio di alimentari in alto sulla collina. Improvvisamente tutta l’isola vibra di eccitazione e di curiosità. Un’aria di suspense si addensa a poco a poco. Uno straniero sbarca dalla nave con una valigia in mano e uno strano cappello calato sugli occhi, quasi non volesse farsi riconoscere. Una vecchia racconta di avere udito al calare della sera un grido moribondo, non si sa se umano o animale. Un bambino dice di aver visto un’ombra seguire la ragazza su per la ripida salita verso il paese alto. Un paio di scarpe di vernice nera col tacco fanno il giro del paese non per ordine di un Principe Azzurro ma nelle mani di un giovane e inesperto carabiniere.

Autore: Bompiani Ginevra

Editore: et al.

Autore della recensione: Alessandra Allegretti

 

Recensione

Siamo su un isola sperduta: Cecilia, una bella ragazza di diciassette anni, scompare dopo una festa. Poche ore prima è arrivato al porto uno straniero con un grande cappello. Quella sera, dietro alla ragazza che torna a casa, qualcuno vede “un’ombra magra col cappello” e una donna racconta di aver udito ”un grido moribondo, non sa se umano o animale”.

Ai piedi della collina su cui si è arrampicata Cecilia per l’ultima volta giace un cane ucciso a bastonate; il cadavere della ragazza viene ritrovato in fondo a un pozzo e l’uomo col cappello sembra essere scomparso nel nulla.

I pezzi del puzzle dunque coincidono: si tratta del solito omicidio a sfondo sessuale, opera di un maniaco che viene da fuori, e per questo fa meno paura.

Nessuno in realtà immagina quale sia la verità a parte Ambra, una saggia donna che si trasforma in insolito detective e scandaglia l’anima della sua gente.

… non si tratta nemmeno del bene e del male: si tratta della forza e della forma dei desideri. I suoi desideri erano fatti di vapore e fumo. Questo invece era un desiderio vero, di quelli che non conoscono quiete o padrone. Un desiderio che si nutre nel sangue, nella bile, nelle ossa, che si serve del naso per fiutare, delle gambe per correre, delle mani per strangolare.

La delicatezza dell’autrice non toglie forza alla suspense che conduce vorticosamente alla fine, in un intreccio ricco di sfumature mitiche e misteriose.

“L’età dell’argento” è un libro raffinato che ricorda, per certi aspetti, Elsa Morante.

Recensione di Alessandra Allegretti