L’intelligenza del denaro

Descrizione

Per una breve stagione, seguita al crollo del Muro di Berlino, in Italia le forze politiche si sono scoperte “liberali”: la sinistra intestandosi alcune riforme (modernizzazione del welfare e del diritto del lavoro, privatizzazioni, liberalizzazioni), la destra adottando un vocabolario debitore alla stagione di Reagan e Thatcher. Questo libro restituisce al libero mercato la sua dimensione originaria e più appropriata: un sistema di idee, naturalmente alternativo e in concorrenza con altri, ma autonomo e coerente di per sé.

Autore: Mingardi Alberto

Editore: Marsilio

Autore della recensione: Giacomo Robutti

 

Recensione

Questo pamphlet è l’appassionata apologia di un processo: il mercato.

Il mercato non è, racconta infatti l’autore, un’istituzione che, per mezzo delle decisioni di un organismo direttivo, elabora programmi e persegue scopi deliberati. Al contrario, esso è il risultato involontario, sempre parziale, in evoluzione drammatica e tumultuosa, delle interazioni libere di tutti gli agenti che vi partecipano, ciascuno secondo i propri obiettivi e le proprie opinioni.

Le interazioni rilevanti per il mercato sono essenzialmente scambi volontari, attraverso cui un soggetto ottiene qualcosa (un bene, un servizio) che reputa soggettivamente più utile sia di ciò che cede a titolo di corrispettivo sia di qualsiasi altro bene o servizio che potrebbe ottenere in cambio di quello stesso corrispettivo.
I termini dello scambio – in particolare il prezzo nei sistemi moderni, in cui le transazioni avvengono normalmente mediante moneta – sono determinati dalle parti sulla base di tutte le informazioni e tutte le considerazioni disponibili a chi vi partecipa, e pertanto implicano conoscenza in materia economica.

Ogni scambio influenza quelli successivi ed è influenzato da quelli precedenti. Conseguentemente le informazioni e le conoscenze di uno scambio riecheggiano (a beneficio della sua efficienza) quelle che stanno alla base delle transazioni più remote, all’insaputa dei soggetti che ad esse hanno partecipato e partecipano. Gli scambi quindi coordinano le azioni di una moltitudine di soggetti che collaborano inconsapevolmente.

In questo senso, le avventure imprenditoriali che vanno incontro a fallimenti sono assai istruttive: esse infatti indicano di riflesso la strada giusta, suggerendo agli agenti economici come produrre nuova e maggiore ricchezza. Ecco perché il mercato, secondo l’autore, ha ragione anche quando ha torto.

Chi propone di introdurre regole e divieti, di intraprendere politiche e varare programmi di intervento pubblico, deve prendere in considerazione che essi possono pregiudicare il processo di scoperta ed evoluzione del mercato.
La distorsione dei meccanismi di mercato attraverso politiche pubbliche ha avuto, per esempio, un ruolo centrale nel causare la crisi finanziaria.
Il governo americano, infatti, negli anni precedenti la crisi, ha esercitato una forte pressione sugli istituti di credito affinché concedessero con larghezza prestiti per l’acquisto di case di abitazione: una casa di proprietà è al centro del sogno americano. Inoltre, ha optato per una politica monetaria assai espansiva, anche per uscire dal rallentamento economico conseguente all’attentato dell’undici settembre, determinando così una riduzione dei tassi d’interesse ai quali le banche potevano ottenere credito dalla banca centrale. Tuttavia, tassi di interesse modesti hanno allentato la prudenza con la quale i banchieri valutavano in quali impieghi dovessero essere investite le somme prese a prestito.
Infine, il governo ha reso via via più chiaro di essere disponibile ad evitare i fallimenti bancari con qualsiasi mezzo.
A seguito di tutto ciò, le verifiche della meritevolezza del credito dei mutuatari americani si sono progressivamente rese più blande, fino a quando una valanga di insolvenze ci ha trascinato nella crisi nella quale ancora ci dibattiamo.

Questo pamphlet, che alterna parti “teoriche” di illustrazione delle dinamiche di funzionamento del mercato in astratto, e parti “pratiche”, di discussione di proposte politiche ed analisi di accadimenti economici, è una valida introduzione alle idee “liberiste”.

Recensione di Giacomo Robutti