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L’isola dei segreti

Descrizione

Sono giovani e motivati. Hanno poco più di vent’anni. E hanno voglia di cambiare vita. La loro grande opportunità si nasconde dietro una semplice e all’apparenza innocua inserzione sul giornale: “Giovani brillanti cercasi per grande progetto”. Un breve colloquio di presentazione, un sorso di caffè… e i nostri sei aspiranti eroi si ritrovano sulla spiaggia di una misteriosa isola. Non sanno come ci sono arrivati, non sanno chi ha assegnato loro quelle stanze simmetriche, tre per le ragazze e tre per i ragazzi, chi ha dato loro cibo e acqua in abbondanza. Soprattutto non sanno cosa devono fare.

Autore: Thomas Scarlett

Editore: Newton Compton

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

L’isola dei segreti, di Scarlett Thomas, Newton Compton

Il formato tascabile è comodissimo: lo metti nella borsetta, te lo porti in bagno… ed è decisamente più economico. Però, vuoi mettere il fascino della copertina rigida, col libro che sta in piedi e in bella mostra nella libreria?

Il verde del nuovo romanzo di Scarlett Thomas (l’autrice di “Che fine ha fatto Mr Y.” e “PopCo”) spiccava nella vetrina… Accattivante, bizzarro, indubbiamente mi ha incuriosita. Insomma, l’ho comprato.

Anche il colpo d’occhio vuole la sua parte, come in tutte le cose, ma poi, si sa, è il contenuto a dettar legge. Ebbene, a “L’Isola dei Segreti” assegno un sonoro: 8.

È il libro che racconta di alcune “giovani menti brillanti”, ossia di alcuni ragazzi che si ritrovano improvvisamente su un’isola deserta dopo uno strano colloquio di lavoro, senza sapere né come ci sono arrivati né perché.

Assegno un 8 innanzitutto in quanto non è per niente semplice gestire sei personaggi. C’è il rischio che il lettore si confonda e non riesca ad affezionarsi in modo particolare a nessuno di loro.

La Thomas, però, esordisce con una bella presentazione iniziale che aiuta molto ad inquadrare i protagonisti, e poi è sempre una sola la voce che li tiene legati e attraverso la quale si dipana la storia. Tra l’altro questa voce, e quindi il punto di vista di chi racconta, varia continuamente, passa da un personaggio all’altro, ed anche questo non è per niente semplice… (per inciso, la mia preferita è Anne)

I capitoli più divertenti sono quelli su “Obbligo o verità”; sarà anche perché ci abbiamo giocato più o meno tutti alle medie.

Trovo ottimo l’inserimento del colpo di scena (crea una tensione realistica nella narrazione), mentre il finale mi ha lasciata perplessa… Il mistero resta irrisolto e si avverte una sorta di polemica contro la civiltà moderna. Banale.

La vita è a buon mercato, ma finché la morte sarà più conveniente, vincerà sempre. Le misure di sicurezza sul lavoro di una qualsiasi azienda di trasporti privatizzata ve lo confermeranno. Sapere questo fin da piccola non ha provocato in Anne un ricorso all’ironia. L’ha fatta semplicemente restare una bambina che si gode ogni momento e fa finta che tutte le cose brutte siano solo inganni da sopportare in attesa che la ruota giri e vangano estratte le cose davvero fighe”.

Recensione di Marika Piscitelli