Luci di Natale

Due racconti sul diverso modo di vivere l’attesa della Vigilia di Natale, introdotti da una poesia di Edmond Rostand. “Il dono di Natale” di Grazia Deledda è ambientato nella Sardegna dei primi del Novecento. Dopo la messa della Vigilia, i cinque fratelli pastori festeggiano, davanti al focolare dell’umile casa, il fidanzamento dell’unica sorella consumando carne arrosto, focacce e una torta di miele. “A.D. 2953” è un racconto distopico in cui un nuovo ordine mondiale ha preso il potere sulla Terra. La razza umana, sfidando le leggi di natura e sostituendosi a Dio, è diventata immortale. C’è ancora, però, una frangia dissidente e una luce di speranza. Seppur così apparentemente lontani, un filo rosso lega i due racconti che, nel finale, ci svelano che il dono più grande è il miracolo della vita.

Autore: Deledda Grazia

Editore:

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

Luci di Natale di Graphe.it è costituito da due racconti natalizi (“Il dono di Natale” di Grazia Deledda e “A.D. 2953” di Daniele Mencarelli), introdotti da una poesia di Edmond Rostand.

Ne “Il dono di NataleGrazia Deledda allestisce il proprio presepe (“Il piccolo paese era coperto di neve; le casette nere, addossate al monte parevano disegnate su di un cartone bianco, e la chiesa, sopra un terrapieno sostenuto da macigni, circondata d’alberi carichi di neve e di ghiaccioli, appariva come uno di quegli edifizi fantastici che disegnano le nuvole”) in un paesino sardo, ove la vigilia è vissuta attraverso gli occhi di un ragazzino (“Felle, un bel ragazzo di undici anni”). Nella sua famiglia – di pastori, proprio come nel presepe – la festa è gioiosa, perché la sorella sta per sposarsi. Il veglione è trascorso dai quattro fratelli con la mamma, i due fidanzati e il nonno: tra racconti, canti e tradizioni (“E, secondo l’uso antico, aveva messo fuori, sotto la tettoia del cortile, un piatto di carne e un vaso di vino cotto dove galleggiavano fette di buccia d’arancio, perché l’anima del marito, se mai tornava in questo mondo, avesse da sfamarsi”).. Ma la curiosità di Felle è catturata dall’evento misterioso che i vicini attendono, nella casupola di fronte…

A.D. 2953” di Daniele Mencarelli è un racconto distopico, che immagina un mondo ove l’uomo è praticamente immortale. Nel nuovo ordine militarizzato permangono alcune frange di dissidenti (“Quel Dio di cui parla è stato scientificamente sconfitto”), che non vogliono diventare immortali e continuano a credere in Dio (“La religione venne definita superstizione eversiva”). Costretti a vivere come i primi cristiani perseguitati nelle catacombe (“A terra trovo una piccola T di legno, anche quel simbolo l’ho studiato: è una croce cristiana”), instillano il germe del dubbio e della speranza in chi oramai si sente onnipotente (“Senza morte la vita è un circolo vizioso lontano da Dio e dalla verità”).

Un’idea di regalo natalizio informale, per gustare l’atmosfera del passato attraverso la prosa poetica di Grazia Deledda, per riflettere sul nostro futuro grazie alla distopia di Daniele Mencarelli.

Riportiamo uno stralcio del comunicato stampa diffuso da Graphe.it per fornire indicazioni sull’opera, sugli autori e sulla casa editrice.

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Il libriccino, molto curato nella veste editoriale con un gioco di lucido/opaco che imita le decorazioni natalizie, viene venduto sia online all’indirizzo: http://bit.ly/LucidiNatale, sia in libreria, al prezzo di Euro 5,00, come un biglietto d’auguri.

Nella stessa collana Natale ieri e oggi figura il titolo Racconti di Natale (2013) con un racconto di Carlo Collodi e uno di Eleonora Mazzoni. Scheda libro: http://bit.ly/LucidiNatale

Grazia Deledda (Nuoro, 1871 – Roma, 1936), è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926. Il suo romanzo più famoso, Canne al vento, è stato pubblicato nel 1913 presso l’editore Treves.

Daniele Mencarelli, nato a Roma nel 1974, vive ad Ariccia. Ha già pubblicato diverse raccolte di poesie, tra cui ricordiamo: I giorni condivisi (2001), Bambino Gesù (2001), Guardia alta (2005) e Figlio (2013).

LA CASA EDITRICE 

Nata nell’estate 2005, la Graphe.it edizioni è il coronamento di un desiderio tanto profondo da poter essere catalogato come “sogno” e, come casa editrice, pur nella sua ridottissima dimensione, desidera coltivare i “sogni” nella vita di ogni giorno convinti che, come sosteneva A. Schopenhauer, la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. La Graphe.it edizioni si propone di dare voce a scrittori, esordienti o meno, che abbiano qualcosa da dire in “maniera nuova” e che, forse, non trovano ascolto… Opera in una dimensione che potremo definire “artigianale” – una decina di libri l’anno – che consente di instaurare rapporti umani prima ancora che professionali.