Macaronì

Macaronì, di Francesco Guccini e Loriano Machiavelli, Mondadori.

Nel 1938, sull’Appennino tosco-emiliano, un prete viene trovato senza vita in un fiume, apparentemente per un incidente. Un maresciallo dei Carabinieri si trova ad affrontare ulteriori morti sospette, svelando un mistero radicato in un passato di sofferenze. Questa intricata trama di dolore e mistero è il cuore di un romanzo poliziesco co-scritto da un cantautore eclettico e un rinomato autore di gialli, rendendolo un’opera unica nel suo genere.

Autore: Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Alessandra Macchioni

 

Recensione

Macaronì, di Francesco Guccini e Loriano Machiavelli, Mondadori.

Comincio questa recensione con una frase del libro che ho trovato meravigliosa, che “trasuda Guccini” in ogni parola: “La chiesa era gremita di gente per la Messa, le donne da una parte e gli uomini dall’altra, tutti goffamente indomenicati di povera eleganza“.

Un giallo particolare, questo scritto a quattro mani da Francesco Guccini e Lorenzo Macchiavelli, “romanzo di santi e delinquenti”.

Bellissima l’ambientazione: appennino tosco emiliano, cultura rurale, pragmatica, miseria e voglia di riscatto, la semplicità dei nostri nonni.

Il paese è descritto magistralmente con i suoi attori e i suoi luoghi, sia nella natura che nelle dinamiche umane: il sacerdote, il maresciallo dei carabinieri, l’osteria come unico punto di incontro, dove non esistono ruoli definiti, il porto franco che garantisce la socialità, dove si entra con scarponi sporchi di fango e vestiti intrisi dall’odore del verderame, il gioco delle carte come mezzo per l’abbattimento di ogni barriera culturale.

Un giallo che rappresenta un vero affresco storico, con suggestioni arcaiche che hanno il sapore dei vecchi attrezzi di campagna arrugginiti e polverosi, abbandonati in umide cantine di grotta, e il profumo dei tavoli di legno macchiati dal troppo vino versato nei bicchieri da osteria, quelli dal vetro spesso e   opaco, quelli che, se cadono, fanno un rumore infernale ma non si rompono, al massimo si sbeccano.

Vi consiglio la lettura: penso che in molti di voi aprirà la strada al ricordo di un mondo che non esiste più, ma che possiamo trovare ancora nei racconti e negli occhi dei nostri genitori e nelle nostre radici.

Recensione di Alessandra Macchioni.