Mengele

Descrizione

Joseph Mengele è il famigerato medico di Auschwitz autore di terribili esperimenti pseudo-scientifici sui bambini, forse il più feroce criminale nazista. Alla caduta di Hitler (che gli aveva affidato il compito di scoprire il meccanismo genetico che portava alla nascita dei gemelli), riuscì a far perdere le sue tracce. Jorge Camarasa, il giornalista argentino che ha indagato a lungo sui criminali nazisti in fuga, prima dagli alleati e poi braccati dal Mossad, ha scoperto le diverse identità assunte da Mengele in Argentina e in Brasile, fino alla morte avvenuta nel 1979. L’aspetto forse più agghiacciante è che molto probabilmente il dottor Mengele continuò a lungo i suoi esperimenti. In particolare a Candido Godoi, in Brasile, la «città dei gemelli», dove vivono un centinaio di coppie di gemelli omozigoti, biondi e con gli occhi azzurri. Una misteriosa anomalia genetica che forse oggi ha una terribile spiegazione.

Autore: Camarasa Jorge

Editore: Garzanti

Autore della recensione: Vanloon12

 

Recensione

Sconvolgente. E qui si potrebbe chiudere la recensione. Difficile trovare altre parole da dire su questo saggio dal ritmo molto romanzato dedicato dallo storico e giornalista argentino Jorge Camarasa a Joseph Mengele, il medico soprannominato “l’angelo della morte” dai reclusi nel campo di concentramento di Auschwitz.

L’inchiesta di Camarasa parte proprio dal campo di concentramento, il 17 gennaio 1945. Nel cuore di uno degli inverni più rigidi del secolo, il trentatreenne Mengele decide di fuggire. I Russi sono alle porte e lui non vuole essere lì quando penetreranno nel campo di cui è stato responsabile medico per appena un anno e mezzo. Un anno e mezzo di crudeltà infinite, tramandate da racconti precisi e agghiaccianti dei pochi sopravvissuti. Con un salto di tempo e di spazio, Camarasa ci porta poi nel villaggio di Candido Godoi, nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul, dove dagli anni ’60 in poi si registra un fenomeno unico al mondo: invece di uno su cento, i parti gemellari qui sono uno su cinque. E la percentuale di omoziogoti è impressionante. Un caso? Una strana mescolanza genetica? Clima? Alimentazione? Gli specialisti di tutto il mondo si sono arresi. Non sembra esserci spiegazione scientifica. Ma, forse, se facciamo un passo indietro e torniamo a Mengele possiamo quanto meno avanzare un’ipotesi.

La fuga dell’angelo della morte non è dissimile da quella di tanti altri gerarchi nazisti. Prima in Vaticano, poi documenti falsi di un piccolo comune altoatesino e, infine, partenza da Genova per il Sudamerica. Questo è abbastanza noto. Ciò che forse è meno conosciuto è che in molte zone del continente esistono enclave germaniche che, spesso, sono rimaste chiuse alla popolazione locale. A maggior ragione questo accadeva negli anni ’40, quando le teorie della superiorità della razza avevano fornito ragioni pseudoscientifiche all’avvento del nazismo. E’ proprio in queste enclave, tra Argentina, Paraguay e Brasile che Mengele si rifugia sino alla sua morte, avvenuta con ogni probabilità nel 1979. Protetto, quando non ammirato. Solo le strenue ricerche dei servizi segreti israeliani non lo lasciano invecchiare in pace, soprattutto quando decide di riprendere la propria identità, smettendo di vivere sotto falso nome.

Anche Candido Godoi è una enclave germanica: gli abitanti sono per l’ottanta per cento tedeschi o discendenti di tedeschi. Una meta possibile per l’angelo della morte, quindi. Se a questo si aggiunge che il cuore delle sperimentazioni di Mengele è sempre stato lo studio dei parti gemellari (tanto che si recava di persona sulla banchina di arrivo del treno ad Auschwitz per selezionare i gemelli), si possono fare tante congetture che, purtroppo, non sono dimostrabili. Mengele annotava tutto nei suoi quaderni, ma sul soggiorno a Candido Godoi non c’è una parola, anche se era a pochi km dal suo ultimo rifugio. A restare, però, sono le domande. Come è stato possibile permettere a un criminale del genere di fuggire? In nome di cosa è stato protetto dal Vaticano prima e (Camarasa lo documenta ampiamente) dai governi sudamericani poi? L’ultima domanda è quella di Guccini: “Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà?”

Recensione di Vanloon12