Nella mente dell’ipnotista

Ascolta solo la mia voce e nient’altro. Presto inizierò il conto alla rovescia… Entrerai in casa. La vedrai. E non avrai paura. Si chiama Erik Maria Bark ed è l’ipnotista più famoso di Svezia. È a lui che si rivolge la polizia quando un testimone è sotto shock e non parla. Adesso c’è un paziente che ha bisogno di lui: Björn è l’unico a sapere cos’è successo veramente in casa sua, cosa è accaduto a sua moglie, Susanna, e quali siano le tracce che lui stesso ha inavvertitamente cancellato. Sa tutto, ma non riesce a ricordare. E Björn deve ricordare, in fretta. Perché Susanna è solo l’ultima vittima di un killer che sta terrorizzando Stoccolma e che presto colpirà di nuovo. Il killer osserva, assedia. Filma tutto e invia il video alla polizia, come per sfidare le forze dell’ordine. Poi entra in casa, insegue le vittime stanza dopo stanza, e uccide. Perché è la morte in persona, e ha la certezza di essere inafferrabile. Erik Maria Bark è l’unica persona in grado di scovare, nella mente di Björn, degli indizi che permettano di fermare la strage. Quello che Erik non sa è che durante l’ipnosi emergeranno dei dettagli che lo riguardano. Dettagli del suo passato. Dettagli incriminanti. Quello che Erik non sa è che l’unica persona che si fidava di lui, l’unico poliziotto capace di raccogliere la sfida del killer, non può più aiutarlo. Il poliziotto si chiama Joona Linna ed è scomparso nel nulla da un anno. È stato dichiarato morto dalle autorità. E l’ipnotista deve affrontare da solo l’orrore che si annida nella sua stessa mente.

Autore: Kepler Lars

Editore: Longanesi

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

Grazie a Lars Kepler, lo pseudonimo dei coniugi Ahndoril, “Nella mente dell’ipnotista” ritorna il nuovo eroe della tensione scandinava: “Erik Maria Bark è medico, psichiatra e psicoterapeuta, è specializzato in psicotraumatologia e psicologia delle catastrofi e ha lavorato in Uganda per la Croce Rossa. Per un periodo di quattro anni… ha guidato un pionieristico progetto di ricerca sulla terapia di gruppo in ipnosi profonda e molti lo ritengono la massima autorità mondiale nel campo dell’ipnosi clinica.”

In questa seconda avventura, con la tecnica dell’ipnosi Erik supporta le indagini che hanno per oggetto una scia di terribili delitti: l’assassino sorprende le donne nelle loro abitazioni, le sfigura, ricompone il corpo avendo cura di posizionare una mano in modo anomalo, ruba piccoli trofei dalle spoglie della malcapitata (“L’assassino ha preso il piercing”).
Non bastasse questo complicato rituale, l’omicida – nell’imminenza del delitto – avvisa la polizia con un filmato che riproduce la vittima nell’intimità della casa.

La trama è avvincente perché combina spunti di criminologia (“uno spree killer… l’espressione identifica un assassino che uccide almeno due persone in luoghi diversi a distanza di tempo molto ravvicinata. Uno spree killer, a differenza di un serial killer, può avere una vita sessuale normale, priva di traumi, e quasi sempre non pianifica a lungo gli omicidi, che di solito sono invece il frutto di una crisi improvvisa e devastante”) e anatomia (“Come forse lei sa, l’ippocampo organizza i nostri ricordi secondo criteri di spazio e di tempo… poi l’informazione viene passata alla corteccia prefrontale… ma questo processo si modifica in presenza di stati di forte eccitazione o di shock… Quando l’amigdala identifica una minaccia, vengono attivati sia il sistema nervoso autonomo sia…”) con le misteriose abilità di Erik (“Anche l’ipnotista cade in una sorta di trance, la cosiddetta risonanza ipnotica”).

Ma qual è il profilo dell’assassino (“Un voyeur… uno stalker…”)?
E quali sono gli elementi che accomunano le vittime (“Ha avuto una breve storia con Maria Carlsson, Sandra Lundgren era stata una sua paziente e sa di aver incontrato Susanna Kern”)?
A cosa mira il pazzo che semina tanto terrore e sparge tutto questo sangue?

Ben presto Erik si trova coinvolto nella vicenda non soltanto in qualità di collaboratore della giustizia. Sarà pesantemente indiziato (“Ci sono le tue impronte digitali su un oggetto che hanno trovato nella mano di Susanna Kern”), dovrà fuggire per non essere arrestato e finirà dritto dritto nelle fauci spalancate del responsabile.

Il romanzo abbonda di eventi, personaggi, aggressioni, inseguimenti e trappole: la sovrabbondanza e gli eccessi non giovano alla perfetta riuscita di una storia che dalla fisionomia del protagonista trae il suo fascino principale.

Recensione di Bruno Elpis