I messaggi segreti dei fiori

Descrizione

Un fiore non è solo un fiore. Ogni petalo, ogni foglia, ogni bocciolo comunicano un’emozione diversa e parlano di noi, di quello che proviamo o di quello che vogliamo esprimere nei confronti degli altri. Fiducia con la primula, amicizia con la fresia, dichiarazione d’amore con il tulipano, ma anche rabbia, con la peonia, oppure odio, con il basilico. Ogni fiore parla un linguaggio segreto, che trova le sue antiche radici nell’epoca vittoriana. Adesso come allora, i fiori accompagnano ogni occasione della nostra vita, preziosi per una promessa di fedeltà, un augurio di pronta guarigione, un matrimonio, un regalo di benvenuto. Questo libro ti aiuterà a trovare il fiore giusto per te e per i tuoi regali. Contiene un dizionario di tutte le emozioni che possiamo esprimere attraverso fiori e piante, una selezione di fiori scelti per il loro significato storico e letterario e infine tantissime idee per creare il bouquet perfetto e anche più originale in ogni occasione della tua vita. Perché a volte ciò che non riusciamo a comunicare con le parole lo si può dire con un fiore. Perché dietro la spina di un cactus potrebbe nascondersi inaspettatamente una confessione di amore appassionato… Con un’introduzione di Vanessa Diffenbaugh, illustrato e ispirato al romanzo “Il linguaggio segreto dei fiori”, “I messaggi segreti dei fiori” non è solo una guida ai fiori e al loro significato, è soprattutto un libro utile per chi cerca un nuovo modo per esprimere le proprie emozioni.

Autore: Diffenbaugh Vanessa

Editore: Garzanti

Autore della recensione: Lucilla Parisi

 

Recensione

Tornano i fiori con i loro messaggi di emozioni.

Dopo “Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh – incontrata dalla Redazione di i-Libri in occasione dell’uscita in Italia del suo romanzo -, ecco un nuovo vademecum “poetico” sul significato dei fiori.

Mandy Kirby ci descrive – attraverso immagini delicate – l’origine, la storia, la leggenda ed il simbolismo di ben cinquanta fiori e piante, catapultando il lettore in un passato lontano in cui il linguaggio dei fiori veicolò i sentimenti lungo viali alberati, prati fioriti e giardini disegnati di colori.

L’età vittoriana coincise con la diffusione in Europa ed in particolar modo in Inghilterra di specie botaniche fino ad allora sconosciute e provenienti principalmente dall’Oriente. I giardini e le serre si riempirono di colori e profumi nuovi e i fiori acquistarono un significato inconsueto, diventando lo strumento di comunicazione più adatto ad esprimere amore, odio, rancore, dolore, comprensione, felicità e non solo.

Una novità per i tempi, ma non per la storia degli uomini che, già in passato e in altri luoghi del mondo, avevano utilizzato delle piante per scopi del tutto particolari.

Come ci ricorda Vanessa Diffenbaugh nell’introduzione al libro della Kirby “nello stato indiano di Uttarakhand…ogni sera al tramonto…i pellegrini sulla scalinata sacra Har Ki Pauri riempiono di fiori – rose, orchidee, calendule e basilico santo – barchette di foglie di banano, adagiano una candela accesa fra i petali e lasciano scivolare il fascio profumato lungo il fiume” e ancora “in Messico e in tutta l’America Latina, vediamo crescere i cempasùchil, calendule di una brillante tonalità arancione. Sono i fiori usati dagli aztechi per ricordare i defunti…il giorno dei morti. C’è la credenza che quei fiori colorati aiutino le anime dei defunti a trovare la via di casa, e per un giorno le genti messicane hanno il conforto di sentire di nuovo vicino lo spirito delle persone amate”.

Sfogliando le pagine di questo libro si trovano quindi dei veri e propri consigli per la scelta dei fiori giusti per ogni occasione e così – con l’approssimarsi del Natale – è doveroso sapere che i ramoscelli di agrifoglio, che è simbolo di buon auspicio e talismano contro le sventure, nell’epoca vittoriana “cingevano le lampade…e le cornici dei quadri, mentre i mazzi di bacche con i gambi avvolti d’edera erano allegre decorazioni per la tavola”. Nell’Ottocento, a Natale, i giacinti “si portavano dalla serra alla casa e si mettevano in mostra sul camino fra l’edera e i rami di agrifoglio”, ma attenzione ai colori: il giacinto blu (costanza) e bianco (bellezza) potevano essere fatti dono, in un mazzo natalizio, alla promessa sposa, ma non certo quello viola con la sua implicita richiesta di perdono. Ovviamente non può mancare il vischio che con i suoi leggendari poteri magici “decorava l’ingresso, le porte e le cornici” nelle festività natalizie, ma non le chiese a causa dei suoi antichi legami con il mondo pagano.

Non mancano neppure richiami letterari e citazioni illustri a ricordarci come i fiori ed il loro simbolismo siano stati utilizzati da poeti e pittori, per evocare significati ed emozioni inconfessabili. Così la caducità della bellezza e del piacere sono rappresentati da fiori di ciliegio intrecciati ai capelli di una giovane geisha, con il chimono aperto a rivelare la propria nudità nel quadro di James Tissot “Donna giapponese in bagno” (1864), mentre la dalia la ritroviamo – come simbolo di dignità – nei quadri di Claude Monet. Dall’Amleto di Shakespeare al David Copperfield di Dickens i fiori tornano ad essere veicolo di significati, passando dallo scettico e mordace Oscar  Wilde che – a proposito di un garofano verde indossato all’occhiello alla prima di Il ventaglio di Lady Windermere – a coloro che gli chiesero il significato del fiore rispose “Assolutamente nulla, ma è proprio per questo che nessuno potrà indovinare”.

Comunque la si pensi, tra le pagine di questo libro ci sono curiosità e aneddoti davvero interessanti, oltre a idee originali per gli amanti di piante e fiori.

Recensione di Lucilla Parisi

Leggi anche la recensione di Marika Piscitelli