Mille cretini

Descrizione

Un paparino profondamente materno che prende in contropiede l’incipiente vecchiaia – nonché il figlio – a suon di collant, gonna, rossetto e tacchi a spillo. Un principe azzurro che tenta inutilmente di risvegliare la principessa dal suo sonno profondo con mille prodezze erotiche, e finisce per addormentarsi lui, per sempre. Uno scrittore esordiente pronto a rinnegare il suo idolo – che ha contribuito in modo sostanziale al suo decollo – non appena ne ha preso il posto nel firmamento letterario. Un uomo che decide di sposare l’ex fidanzata perché scopre che è malata terminale, e quando lei guarisce grazie all’amore, non sa proprio che pensare, che pesci pigliare… Che si tratti di vecchi rincretiniti, vitelloni incalliti o Madonne ribelli al destino di future madri di Gesù Cristo, Quim Monzó entra nelle vite dei suoi personaggi con occhio acuto, parole al vetriolo, balsami di tenerezza.

Autore: Monzó Quim

Editore: Marcos y Marcos

Autore della recensione: Angela Del Prete

 

Recensione

«Hai una brutta cera, ragazzo… Pensa alla salute, figlio mio! Devi pensare alla salute, se ti succede qualcosa, che ne sarà di noi?».

I cretini siamo anche noi? Questo è quello che ho pensato appena ho finito di leggere l’ultimo libro di Quim Monzò.
Nei racconti si parla di varia umanità, con uno stile semplice, diretto, che sembra ingenuo, ma che va dritto al punto. Ci siamo veramente tutti. L’anziano che si veste da donna; un uomo che preso dalla pietà si ritrova incastrato con chi non ama; una donna talmente disperata da distruggersi, letteralmente; un principe azzurro in modalità erotica e nientemeno Maria, sì la vergine, che pretende la sua libertà di scelta.

L’autore ci fa dei ritratti che con veleno, tenerezza e cinismo raccontano un mondo profondamente attuale. Personaggi che pur di non vivere passano ore a guardare dalla finestra, altri che si ricordano degli amici morti di cancro pensando al pied-à-terre condiviso per scopare le amanti, genitori egocentrici ai quali viene un attacco di panico se c’è qualcuno più malato di loro.

È un continuo ridere, ridacchiare, sorridere, riflettere, amareggiarsi, arrabbiarsi. Ogni racconto lascia una sensazione diversa che ci porta a un’acuta riflessione su chi siamo noi e se somigliamo a questi personaggi, che vengono definiti cretini, ma che poi, pensandoci bene, sembrano così ‘normali’.

E quando sorgono queste domande non c’è più nulla da ridere. Si riflette, sui drammi del nostro quotidiano. Quando la normalità ci sembra una routine usurata dalle ovvietà, dagli egoismi, ed è costellata da mille cretini, appunto.

Monzó si rivela ancora una volta il grande scrittore che è, un grande osservatore del reale, in grado però di farti passare qualche ora in allegria, con piccoli quadretti disegnati con abilità. Le sue parole si leggono con leggerezza, facilità, come acqua fresca, e come l’acqua sono fondamentali. E dopo aver letto, riso e sorriso, a noi non resta che riflettere su questi Mille cretini, e sperare, almeno nel nostro piccolo, di vivere meglio di loro.

Recensione di Angela Del Prete