Nel nome dello zio

Descrizione

Lo Zio è uno spietato boss della camorra. Ha però una fatale debolezza: “il Grande Fratello”, di cui non si perde una puntata. Nemmeno se costretto a vivere in latitanza, braccato dall’agente di polizia Woody Alien, soprannominato così per la “bruttezza intellettualoide”, che potrebbe incastrarlo grazie a un misterioso informatore. Allora i “guaglioni” dello Zio, scoperta l’identità del traditore, arruolano il pusher Anthony ­ ventenne incensurato, ma in compenso lampadato e depilato ­ per mandargli un messaggio dalla Casa. Dopo un estenuante addestramento, Anthony riesce a superare il provino ed entra nel cast…

Autore: Piedimonte Stefano

Editore: Guanda

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

A prescindere dalla pubblicità, dai commenti in rete e dalle interviste che l’autore ha rilasciato o vorrà rilasciare, “In nome dello zio” troverà sicuramente (giusta) fortuna grazie al passaparola, come avviene sempre per i buoni testi: mentre lo stai ancora leggendo, ti viene già voglia di consigliarlo agli amici.

Personalmente l’ho divorato in due giorni, per la comicità intelligente, il ritmo vivace, l’originalità della trama, la simpatia dei protagonisti… E potrei continuare.
Lo Zio del titolo è uno spietato boss dei Quartieri Spagnoli di Napoli che, a seguito di un blitz, è costretto a rintanarsi in un albergo di terz’ordine con la moglie Gessica.

I suoi feroci sodali riescono a scoprire chi lo ha tradito ed escogitano un piano geniale per svelargli il nome dell’infame informatore. Lo Zio infatti ha una grande debolezza, un’insolita ossessione: il Grande Fratello. Non ne perde una puntata.
Ecco dunque l’idea: far entrare un “guaglione” nella Casa così che, durante la diretta serale del giovedì, possa trasmettere al boss il messaggio rivelatore che gli salverà la vita.
Il ragazzo in questione è Antony, un tipo “alla moda e frizzantino”, che vi farà divertire con la teatralità dei suoi gesti e un look curato sì, ma in modo alquanto discutibile.

A occuparsi dell’addestramento del giovane pusher, basato per lo più su poesie e musica (molto) pop, è Peppino, detto o’ Fetente (i soprannomi scelti da Piedimonte e le relative motivazioni sono spassosissimi!). Grasso, cattivo e naturalmente armato, Peppino sottoporrà il povero Antony a prove umilianti e  punizioni ancor peggiori all’interno di un angusto seminterrato. L’obiettivo comunque verrà centrato: il ragazzo supererà le selezioni del GF e potrà scatenarsi in “balli afrodisiaci” davanti a milioni di telespettatori, sfoggiando una super-abbronzatura e presunte doti canore. Il vero scopo della sua  presenza in tv peró è un altro, ed Antony lo sa bene. Riuscirà a salvare lo Zio?

Brillante parodia della malavita campana sullo sfondo di una città problematica e meravigliosa, con una spumeggiante galleria di personaggi. Garantisco risate e un finale che soddisfa, e persino supera, le aspettative.

Consigliato.

Recensione di Marika Piscitelli