Notte al Casablanca

“L’inchiesta per corruzione che aveva condotto non era stata uno scherzo, anzi. Il grado di violenza di questo caso, però, la turbava. E non solo per i rischi che comportava, ma per ciò che significava in generale: una spietatezza faticosa da accettare.”

Autore: Grandi Daniela

Editore: Sonzogno

Autore della recensione: Ornella Donna

 

Recensione

Notte al Casablanca – La prima indagine del maresciallo Nina Mastrantonio di Daniela GrandiSonzogno 2018

Il romanzo intitolato Notte al Casablanca a firma di Daniela Grandi segna l’ingresso di questa autrice nel campo della narrativa gialla. Una nuova investigatrice si affaccia, dunque, sulla scena: si chiama Nina Mastroantonio ed è maresciallo dei Carabinieri di origini somale, pur essendo italiana. Vive e lavora a Parma. Nina è una donna capace e preparata, purtroppo le sue origini e il colore scuro della pelle sono spesso motivo di difficoltà, gestite però molto bene e con coraggio. Anche se lei ne soffre, ma non si dà troppa pena.

Lei: “Una trentina di anni, a occhio e croce. Di certo era stata gelida come un merluzzo. La rivedeva in piedi, davanti alla finestra, alta e sinuosa, i fianchi che si indovinavano morbidi sotto la divisa, i capelli neri e lucidi, gli occhi scuri e indecifrabili.”

Inoltre: “Da amante delle parole, Nina era appassionata di enigmistica, cruciverba, anagrammi, rebus. Comprava regolarmente La Settimana Enigmistica e, nonostante fosse ormai cresciuta, faceva sempre il gioco ‘unisci i puntini’.”

Nina era solita incominciare la giornata con un gioco: “E aveva incominciato un gioco. Ogni mattina apriva il vocabolario e cercava la sua parola del giorno, conosciuta o sconosciuta che fosse, convinta che avrebbe orientato la sua giornata, magari fornendo un aiuto alle indagini.”

Nel romanzo Nina è alle prese con un caso molto delicato: il cadavere di Marco Cagli, piacente pilota di aviazione, viene trovato in casa sua: “Ora poteva osservare il volto della vittima. Reclinato sulla spalla, aveva i tratti induriti dal rigor mortis, gli occhi non completamente chiusi tanto da lasciare intravedere il bianco della sclera. I capelli erano tagliati corti ai lati, ma il ciuffo nero corvino lasciato un po’ più lungo, ricadeva mollemente sulla fronte. La bocca semiaperta lasciava scoperti i denti bianchi, la lingua adagiata al labbro inferiore conferiva all’insieme un che di grottesco, uno sberleffo osceno.

Chi era la vittima? Potrebbe trattarsi di un gioco erotico finito male? Nina conosceva la vittima e non è affatto convinta. Inizia una indagine che, passo dopo passo, la porterà in un locale assai ambiguo, chiamato Il Casablanca. “Era un night-club che fingeva di essere un convento. Poteva essere scambiato per l’entrata di un museo di arte contemporanea o di un ufficio di genietti informatici di successo.”

Perché tutte le indagini conducono a quel locale? Cosa è accaduto veramente? Chi altro ne è coinvolto in prima persona?

La lettura di questo libro si è rivelata assai intrigante. Il romanzo poggia le sue basi sulla figura di Nina, donna single, costretta a lavorare in un ambiente che non sempre le facilita la vita. La lettura coinvolge, la narrazione è condotta con un linguaggio fluido e scorrevole, a tratti anche ironico. La trama è ben congegnata, i personaggi sono dipinti con minuzia: si attende con piacere il seguito con il racconto di una nuova avventura…

di Ornella Donna