Ophélie si vendica

“Ophélie si vendica” è un romanzo che intreccia temi di crescita personale, amore, amicizia, e una complessa indagine che si sviluppa per oltre un decennio. Il libro è caratterizzato da una trama ricca di colpi di scena, mantenendo il lettore nell’incertezza fino all’ultima pagina riguardo a chi possiede la verità e chi la manipola.

Il romanziere francese, attraverso le avventure della protagonista Ophélie, non solo racconta una storia avvincente di resilienza e formazione personale, ma offre anche un vivido ritratto della Francia provinciale alla fine del secolo scorso. Questo contesto è segnato da speranze disilluse, crescenti diseguaglianze e turbolenze politiche, creando uno sfondo sociale realistico e significativo per la narrazione.

La storia inizia con un evento traumatico: a sette anni, Ophélie assiste all’omicidio della madre da parte del padre. Tuttavia, scopre che suo padre non è l’unico responsabile; un altro uomo era presente e avrebbe potuto prevenire la tragedia. Da quel momento, l’unico scopo di Ophélie diventa trovare i testimoni e raccogliere i pezzi del puzzle che la porteranno alla verità e alla vendetta.

Cresciuta in affidamento, Ophélie diventa un’adolescente ribelle e, successivamente, una studentessa che opera sotto falsa identità, sempre guidata dalla sua ossessione per scoprire la verità e vendicarsi per la morte della madre. Ogni fase della sua vita è influenzata da questa missione, rendendo il suo percorso una continua lotta per la giustizia e la scoperta personale.

Autore: Busi Michel

Editore: edizioni e/o

Autore della recensione: Ornella Donna

 

Recensione

Michel Bussi torna in libreria con un nuovo, avvincente libro intitolato Ophélie si vendica, edito da E/O edizioni.  Un romanzo giallo davvero di ottima lettura, molto profondo e d’atmosfera.

Racconta la storia di Ophélie, una bambina purtroppo abituata alla violenza. Vive a Rouen con il padre e la madre, e quest’ultima spesso riceve botte ed insulti dal coniuge ubriaco che chiede continuamente soldi.

Una notte in particolare, la mamma scappa inseguita dal marito, e trova la morte. Tutti sostengono che sia stata gettata giù dal ponte dal marito, ma è andata proprio così?

Il padre va in prigione, e per Ophélie inizia un lungo peregrinare tra istituti ed assistenti sociali, ma non dimentica nulla ed è più che mai convinta di dover scovare il vero assassino, perché soltanto così anche lei riuscirà a trovare la pace tanto agognata e vendicare sua madre. Ma il processo per arrivare a raggiungere un simile obiettivo è molto lungo, e costruito da tanti ostacoli, a prima vista anche insormontabili.

E’ un progetto, quello di trovare l’assassino e fare vendetta, che Ophélie cerca di mettere in atto in modo silenzioso, senza condividerlo con nessuno. Soltanto con Lazare si lascia andare a confidenze importanti:

Lazare: la prima volta che è venuto a trovarmi alla Prairie non avevo ancora compiuto otto anni, si era presentato con il suo golden retriever ed era stato l’attrazione del pomeriggio. Lazare Kerédern era un ex gendarme della brigata di Pont-de-l’Arche in pensione dal almeno vent’anni. “Lo devo a tua madre” aveva detto “A parte i tuoi genitori quella io e te eravamo gli unici in giro per il quartiere. Non abbiamo visto niente, ma ci sono sicuramente altri testimoni. Il ponte pedonale è visibile da tutti gli appartamenti (…) E io andrò a bussare a ogni porta.”

Riuscirà la giovane donna a restituire dignità a una povera donna morta?

Michel Bussi firma un nuovo, intrigante, libro, che tiene incollato il lettore dalla prima all’ultima pagina. L’autore è particolarmente abile nel creare situazioni tese, al limite, dove non si intravede una fine e tutto è diverso da come appare. La soluzione finale giunge così inaspettata e il lettore rimane piacevolmente colpito da tutto l’intreccio narrativo, abilmente costruito.

Recensione di Ornella Donna