Poesie antirughe

Descrizione

Sorridere è un esercizio del viso e dello spirito, minimo e, in entrambi i casi, salutare e cosmetico. Farlo di giorni inventati; di amori che, come cani, riportano piccioni raccolti per strada; di calzini appaiati, smarriti se lasciati da soli; di abiti che se interrogati, rispondono; di una nonna che fa la rana e di una vagina che si dà nomi. Farlo sull’amore, sulla parola futuro, sulla fine del mondo. Un mondo con meno rughe che, a ben vedere, è lo stesso che abitiamo. Poesia divertita, incantata, agguerrita, femminile, pop, che fa compagnia come le piccole verità.

Autore: Racca Alessandra

Editore: Neo Edizioni

Autore della recensione: Alessandra Allegretti

 

Recensione

Alessandra Racca, giovane autrice torinese alla seconda raccolta di poesie, fa dei suoi versi un misto di “ferite”, verità ed ironia.

La scrittrice utilizza la poesia come strumento per veicolare le sue sensazioni di donna interamente calata nella contemporaneità; il lettore, guidato dai suoi versi, intraprende un percorso fisico e concreto (fra tacchi, creme antirughe, pulizia del viso, amanti, amicizie, madri, soap opera…) all’interno dell’essere donna vero e proprio, tutto quotidiano.

La raccolta Poesie Antirughe è divisa principalmente in tre sezioni, piene di richiami ma ognuna dotata di vita propria, che sono immerse nel grande e costante macrotema del tempo che scorre inevitabilmente.

Ogni verso è un tentativo di fotografare certi momenti vissuti (simpatici ricordi d’infanzia, chiacchierate con le amiche, amanti occasionali), di “appuntare” le speranze future, di fissare dei paletti nella ricerca del proprio io.

Esilarante è anche la quarta e ultima parte, le Settenane – poesie piccole così, la “chicca”, una sorta di regalo al lettore, un vero esercizio retorico, quasi classico e tendente alla comicità.

In base alla circostanza, allo stato d’animo o all’oggetto che viene descritto, il linguaggio cambia e si fa a volte necessariamente forte ed aggressivo, ma piu’ spesso è dolce e delicato.

Una poesia molto fresca, immediata ma allo stesso tempo molto curata; una poesia pop e frizzante, disincantata e canzonante sottola quale si celano, però, “due piccoli piselli” (il cuore e la paura); in poche parole, come già accennato, è la figura retorica dell’ironia a fare da maschera all’intera raccolta, tra una ferita, una delusione, un sorriso, un ricordo e un’illusione.

Il lettore, e soprattutto la lettrice, instaura subito un rapporto empatico con queste poesie e non può non rivedere se stesso nelle esperienze vissute dall’autrice, in Elena e le altre amiche, in quella nonna, in quei tacchi, in quella rana, in quel calzino; e inoltre, a libro finito, non potrà più prescindere da certi semplici ma commoventi consigli come:

“Porta con te un ombrello a colori/ se non puoi vincerla, sfoggia la malinconia.”

Recensione di Simona Comi