Polentoni

Descrizione

Perché una sacca di sangue costa 3 euro al Sant’Andrea di Vercelli e 12 al Gallicano di Cosenza? E perché la Regione Piemonte dispone di 700 dipendenti e la Sicilia di 6000? Ci sono tante cose che ci fanno arrabbiare: gli sprechi, le inefficienze e ognuna delle mille male-qualcosa che popolano le cronache quotidiane. Una volta si tratta di truffe. Un’altra volta è una partoriente che ci lascia la pelle a causa di un errore o di un disguido. Un’altra ancora sono i treni fermi in mezzo alla campagna per il sistema andato in tilt. Perché tutto questo? La risposta non viene da differenze culturali o caratteriali che, con facile qualunquismo, si potrebbero individuare. La ragione affonda le radici nella storia: proprio quella di 150 anni fa. Se oggi i cittadini si lamentano per l’eccessivo carico fiscale e per le troppe tasse che gravano sul singolo contribuente, diventa inevitabile rammentare che l’andazzo prese il via giusto un secolo e mezzo fa, quando ci si cominciò a inventare imposte con tanta fantasia e nessuna logica. Se adesso tutti parlano di federalismo (e pochi immaginano come farlo) è perché si riconosce implicitamente che sono stati commessi errori imperdonabili che adesso diventa urgente rettificare. Non un’Italia unita e nuova ma un regno sabaudo allargato, che annette, che conquista e che impone le sue regole e le sue misure. Un travisamento degli accordi e del progetto originario, che ha tradito il Nord danneggiando anche il Sud.

Autore: Del Boca Lorenzo

Editore: Piemme

Autore della recensione: Murray

 

Recensione

Non è trascorso molto tempo dalle recenti celebrazioni legate al centocinquantesimo anno di unità nazionale e sono ancora molte la bandiere tricolori che sventolano dai balconi e finestre delle case italiane. Anzi, si può tranquillamente affermare che tali festeggiamenti si sono svolti in un clima politico e culturale segnato dalla pressoché totale adesione allo stesso ideale unitario il quale, ormai, sembra essere asceso al rango di vero e proprio dogma.

Ottima occasione, dunque, per leggere questo breve lavoro di Lorenzo Del Boca nel quale vengono a galla un bel po’ di verità soprattutto su quella fase storica – meglio nota come “risorgimento” – che spesso ci si limita a studiare, male, sui libri di testo scolastici predisposti od autorizzati dallo Stato che, del risorgimento, è il prodotto certamente più autentico.

A prescindere dalla maggiore o minore pervasività delle sue tesi, Del Boca ha il pregio di non fare parte della schiera di boiardi che difendono l’istituzione che li foraggia e pertanto si permette pesanti critiche sulle modalità ed i fini che hanno caratterizzato la fase pre e post unitaria dimostrando, con l’acutezza dello storico, che l’operazione risorgimentale si è tradotta in un sostanziale insuccesso e che coloro i quali sono succeduti al governo del Paese non hanno saputo certamente fare meglio dei loro predecessori. Tutto ciò a scapito dell’intera popolazione ed in particolare di quella parte di Italia – il Nord – che, pur nelle difficoltà politiche e culturali di un’unità mai ricercata, ha saputo reggere di fronte alle inefficienze statali rimanendo ormai l’unico baluardo contro la deriva centralistica ed autoritaria.

Un libro dunque certamente consigliato a chi vuole rileggere criticamente le principali fasi storiche che hanno caratterizzato la nascita e l’evoluzione dello Stato italiano, per meglio comprendere come sia forse meglio riconsiderare i pregi di una divisione collaborativa a fronte degli svantaggi di un’unità imposta.

Recensione di Murray