Santi numi

Immaginiamo di prendere alcune storie di santi che sono patrimonio, conscio e inconscio, della nostra cultura anche iconografica e spostarle ai giorni nostri; di prelevare in qualche modo alcune figure dalla Bibbia e dalle grandi raccolte agiografiche della tradizione tardoantica e medievale e trasferirle più o meno verso la fine del secolo scorso. Così Giona, Giuditta, Paolo il Semplice, i monaci del deserto, sant’Ambrogio, ma anche Maria, Zaccaria, Elisabetta e san Francesco diventano personaggi contemporanei. Dodici racconti lunghi e altri brevi fanno diventare santi e beati gente di paese, uomini e donne vissuti nella valle del Po non si sa se per davvero o per finta. Qualcuno possiede un sistema infallibile per separare il vero dal falso? Se quei martiri, beati, santi che si sono fatti amputare, martirizzare, che hanno scelto l’ascesi e la follia, facessero le stesse cose oggi, cosa penseremmo di loro? Ci verrebbe da sorridere e, quindi, ci farebbero pensare. Sono storie che mescolano stati d’animo e generi, proprio come avviene negli antichi testi: la commedia, la tragedia, l’orrore, il misticismo, il riso, l’assurdo e tutto ciò che ci “ha reso come siamo, cioè esseri umani che stanno sulla terra col passo degli insetti, solo con le zampe più lunghe.

Autore: Masini Jacopo

Editore: Exòrma

Autore della recensione: Ornella Donna

 

Recensione

Jacopo Masini, Santi numiExorma 2021

Jacopo Masini ha collaborato con la Scuola Holden di Torino e da oltre quindici anni tiene corsi di scrittura creativa. Il suo ultimo lavoro è intitolato Polpette e altre brevissime storie, al quale fa seguito il libro intitolato Santi numi, edito da Exorma.

Il libro è composto da dodici racconti lunghi e alcuni brevi che hanno un tema in comune: riscrivere la vita dei Santi, ambientando tutto tra le province della Bassa Padana: tra Parma e Cremona, tra Mantova e Reggio, tra Modena e Ferrara. E così, sulla scia di un Aldo Busi irriverente, si scrive la venuta di Gesù Cristo dal punto di vista di Giuseppe, nel racconto intitolato “La doppia visita dell’angelo”. Ma non solo: nel racconto “Giovanni detto Francesco e la nevicata del 1978” il ricco Francesco abbandona tutti i suoi averi, per costruirsi una famiglia fatta di neve, per non cedere alle tentazioni della carne.

Sono storie dissacranti e ironiche, che non scadono mai nella blasfemia o nell’irriverenza. Sono piuttosto pettegolezzi circondati da un realismo magico che colpisce nel profondo. Credere o non credere? È sempre una questione di fede, come specifica lo stesso autore nella prefazione: “Dal momento che non avrete modo di sapere con certezza se colui o coloro che hanno raccontato le storie, i fatti e i miracoli raccolti di seguito fossero o meno attendibili, non vi rimane che fare una cosa: fidarvi. Oppure non fidarvi. Non importa. Fidarsi o non fidarsi in fondo sono la stessa cosa, di fronte al mistero insondabile di un certo numero di vite, di un certo pezzo di terra che chiamiamo Pianura Padana e di un certo numero di fatti notevoli che diventano veri nel momento in cui vengono letti. (…) queste sono vite particolari, di un luogo particolare e non c’è altro da aggiungere. Se non che sono tutte vere e quindi tutte inventate.

Ne scaturisce una raccolta di racconti ironica e mitica nel suo genere. Una lettura che induce al sorriso e diverte con comicità sottile e abilmente costruita anche il lettore più… infedele!

di Ornella Donna