I segreti di Roma

Un grande ritratto di Roma, ricco di sorprese e novità, nel quale Corrado Augias racconta il volto segreto della capitale e le molte storie che hanno contribuito a renderla unica e immortale. Dalla rozzezza dei suoi primi abitanti (un gruppo di manigoldi capitanati da Romolo) alla gloria del Rinascimento, dalla sregolatezza di Nerone alla tenebrosa genialità di Caravaggio, dal fascino di Lucrezia Borgia – “la più bella dama di Roma” alle avventure del palazzo di Montecitorio, questa cavalcata nel tempo, che si chiude con le “illusioni” di Cinecittà e la costruzione del nuovo quartiere dell’Eur, darà al lettore un’interpretazione dell’unica città “antica” che da ventisette secoli continua a essere protagonista della storia

Autore: Augias Corrado

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Stefania De Lucia

 

Recensione

Davvero bella la passeggiata che Corrado Augias offre al lettore che sia disposto a farsi accompagnare tra le storie, i luoghi, i personaggi e i costumi di Roma, città millenaria, culla di una civiltà antica, epicentro di una serie di menti diaboliche e geniali, ventre di una cultura che non appartiene solo al territorio italiano ma al mondo intero.

Se scoprire una città, nel senso turistico del termine, significa individuarne la complessa geologia storica, sfogliandone il vissuto da un punto di vista cronologico in stadi successivi, Augias ci mostra il fascino di carpire i segreti della nostra capitale evitando qualsiasi schema temporale o topografico, e abbandonandosi dunque alle analogie, agli echi, dalla necessità impellente di raccontare un luogo in base alle sensazioni che questo regala al suo spettatore, parlandogli del suo passato, nel momento in cui quest’ultimo si mescola al presente di chi l’osserva.

Nell’introduzione al testo il giornalista esprime con particolare precisione il senso della sua raccolta di memorie, che i ringraziamenti finali ci rivelano esser frutto di intensi studi, ricerche e lunghe conversazioni con esperti. Questo libro – scrive infatti – non è una storia né una guida di Roma, piuttosto una raccolta di vicende legate ora a una strada, ora a un palazzo o a un monumento, in qualche caso alla biografia dell’autore, voglio dire a incontri e accostamenti, spero significativi, ma anche casuali com’è spesso la vita.

Ed è assolutamente con lo stesso spirito avventuroso di accostarsi a questo mondo così vario che la lettura di queste pagine procede, avvinghiando il lettore in una spirale di crescente e morboso interesse. In effetti, le informazioni che il libro contiene non vogliono necessariamente educare e nemmeno offrire quell’ordine, quella freddezza e quell’oggettività che sarebbero i normali presupposti di una guida turistica. Esse mirano piuttosto a ripescare, nella memoria collettiva e individuale, quegli elementi affettivi che rendono più prezioso il dato storico, cronachistico e architettonico, rendendolo, ieri come oggi, vivo e ammirevole.

I quattordici capitoli del libro hanno l’intenzione di quella curiosità necessaria a spingerci a guardare con occhi diversi alcuni angoli della città, dinanzi ai quali siamo più volte passati senza mai davvero realizzare quanto peso potessero avere nell’economia storica della capitale.

I segreti di Roma sono una raccolta di eventi, annotazioni, luoghi e personaggi che hanno segnato, nei secoli, la storia di Roma, consentendole di sviluppare la sua identità a partire da una assai complessa stratigrafia della memoria. Si passa dalla passeggiata tra i colli e i viali dell’antica urbe, alla storia di Romolo e Remo; dalla figura di Ettore Muti, eclettico gerarca fascista, alle complicate vicende politiche della Roma antica, in cui tradimenti, complotti e massacri scandivano i rapporti politici e sociali fino alla pittura di Michelangelo, nata tra le strade del centro storico ed esercitata dal maestro attraverso la vita delle borgate. Qui è lì affiorano i versi in romanesco di Giuseppe Gioacchino Belli: essi raccontano in parole schiette i vizi e le virtù di una città nella quale si consumano ingiustizie, congiure e acute strumentalizzazioni, come quella della giovane Lucrezia Borgia, figlia illegittima di papa Alessandro VI e, molti anni più tardi, della marchesa Anna Casati Fallarino, entrambe vittime di una società sempre più malata e corrotta. Si compirà un percorso nel dedalo dei luoghi più in ombra della città, le torri, gli acquedotti, le chiese fuori dai circuiti del turismo di massa, per poi trovare rifugio nella topografia delle illusioni cinematografiche di Cinecittà e, infine, nell’utopia dell’EUR, il nuovo centro urbano voluto da Mussolini, nel quale doveva rispecchiarsi la potenza del nuovo stato italiano.

Molto ancora si potrebbe riassumere di questo libro ma qualsiasi tentativo sarebbe insufficiente a restituirne il contenuto denso e brioso che, come Augias puntualizza a chiusura del suo excursus, non ha alcuna pretesa di creare un percorso, ma vuole essere l’esposizione di una serie di cortocircuiti temporali, di fulminee escursioni attraverso i secoli, mirate a risvegliare l’amore per una città in cui ogni angolo, ogni volto, ogni edificio ha una storia da raccontare.

Recensione di Stefania De Lucia