Smith & Wesson

Tom Smith e Jerry Wesson si incontrano davanti alle cascate del Niagara nel 1902. Nei loro nomi e nei loro cognomi c’è il destino di un’impresa da vivere. E l’impresa arriva insieme a Rachel, una giovanissima giornalista che vuole una storia memorabile, e che, quella storia, sa di poterla scrivere. Ha bisogno di una prodezza da raccontare, e prima di raccontarla è pronta a viverla. Per questo ci vogliono Smith e Wesson, la coppia più sgangherata di truffatori e di falliti che Rachel può legare al suo carro di immaginazione e di avventura. Ci vuole anche una botte, una botte per la birra, in cui entrare e poi farsi trascinare dalla corrente. Nessuno lo ha mai fatto. Nessuno è sceso giù dalle cascate del Niagara dentro una botte di birra. È il 21 giugno 1902. Nessuno potrà mai più dimenticare il nome di Rachel Green? E sarà veramente lei a raccontarla quella storia?

Autore: Baricco Alessandro

Editore: Feltrinelli

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

Smith & Wesson” formano la strana coppia protagonista dell’ultima opera di Alessandro Baricco.
I due personaggi hanno un profilo che lascia intravedere vite incerte, trascorse all’insegna di trucchi ed espedienti.
Wesson vive in una baracca in prossimità delle cascate del Niagara (“La chiamano il Pescatore. Ma non pesca pesci, lo so. Pesca… Corpi?”) ed è figlio di un eroe (“Ma il vero Pescatore era suo padre, una specie di eroe locale, una leggenda. Perché lui li pescava vivi…”).
Smith è un truffatore creativo (“Io faccio il meteorologo…. Dispongo di un metodo tutto mio per prevedere il tempo… Uso la statistica…”), che alle cascate (“Considerato che questa è la capitale mondiale dei suicidi, promette di essere un lavoro redditizio”) giunge per motivi poco chiari (“Nell’Iowa invece ricercato per truffa…”).

Ai due intrepidi si unisce Rachel, ventitreenne alla ricerca di successo.
Le abilità dei due truffatori si combinano con l’ambizione (“Ti do dieci giorni per portarmi un pezzo da prima pagina, mi ha detto”) dell’aspirante scrittrice e ne deriva un progetto folle per conquistare l’attenzione dell’opinione pubblica: “Abbiamo deciso che il 21 giugno, solstizio d’estate, il primo essere umano nella storia degli esseri umani salterà dalle cascate del Niagara non per farsi fuori, ma per vivere, una volta buona, e vivere davvero”.

Le scene si svolgono nella baracca di Wesson, sulle sponde del fiume, nelle isole che sovrastano la cascata (“Le Tre Sorelle… sono tre isole, piccolissime, un po’ più su delle cascate”), nel teatro che si trasforma in botte al momento dell’esperimento, in Messico (“Ce la caviamo con un tirassegno”) ove Smith e Wesson riparano nel finale.

Una storia simbolica, che ritrae il desiderio di affermazione, il senso di claustrofobia che ingabbia l’uomo (“Non ho paura del salto, mi disse, non ho paura di morire, ho paura di stare là dentro”), il contagio emotivo e comportamentale che spesso si propaga nelle vicende umane (“Dove diavolo finiranno, se muoio, i libri che non scriverò?”).

Recensione di Bruno Elpis