Sono il numero quattro

Autore: Lore Pittacus

Editore: Nord

Autore della recensione: Nicoletta Scano

 

Recensione

Con questo primo volume si apre una saga che dovrebbe comporsi di ben sei romanzi, scritta dai James Frey e Jobie Hughes, sotto lo pseudonimo “Pittacus Lore”. Il primo dei due sarà noto ai più per aver scritto il romanzo semi autobiografico (le troppo fantasiose aggiunte narrative alla realtà sottoposero lo scrittore alla gogna mediatica) In un milione di piccoli pezzi.

Abbandonata l’indagine pseudo pulp su tossicodipendenze e alcol, in questo grande successo internazionale, gli autori entrano in una ben diversa dimensione narrativa e stilistica, creando un’opera sostanzialmente per ragazzi che sarà letta sicuramente anche da molti adulti appassionati del genere.

La vicenda è narrata in puro stile urban fantasy, e il tentativo di alcuni di porlo sotto l’egida dello sci-fi pare alquanto azzardato.

Il protagonista dell’opera, Danny, è un alieno, ma questo, lungi dall’avvicinare il romanzo alla tradizionale fantascienza, genera semplicemente una diversa tipologia di eroe non umano, che potrebbe essere tranquillamente sostituito da un giovane superman o da un vampiro (buono) alla Twilight.

Il giovane Danny, si trova sulla Terra con il suo Custode, così come altri otto della sua stessa specie dotati di poteri superiori, nella speranza di poter salvare il proprio pianeta d’origine, Lorien, conquistato dai Mogadoriani, ora giunti nel nostro mondo alla ricerca di nuove terre da conquistare.

Dovendosi nascondere, come gli altri otto, dai temibili alieni, Danny è costretto a cambiare continuamente identità e Stato, preparandosi al contempo allo scontro con i suoi nemici.

Giunto in Ohio, dovrà riambientarsi nella nuova scuola, dove farà i conti per la prima volta con l’amore e con i poteri che inizieranno a manifestarsi, dopo la morte dei primi tre nativi giunti sul nostro pianeta e prepararsi alla battaglia. La sconfitta dei nove potrà avvenire solo in sequenza, di qui il titolo del romanzo, Sono il numero quattro.

Il libro contiene sicuramente tutti gli ingredienti giusti per un successo quasi assicurato tra i più giovani, trovandosi nello sviluppo della trama perfettamente equilibrati gli spazi dedicati all’istinto più avventuroso dell’opera, tra addestramento e scontri con temibili nemici, e la vicenda romantica tra l’alieno protagonista e Sarah, una compagna di scuola.

Un vero punto di merito deve essere riconosciuto alla marcata impronta ambientalista che attraversa tutta la narrazione, positiva soprattutto se si pensa che il pubblico di destinazione è essenzialmente molto giovane e non viene spesso sensibilizzato efficacemente al riguardo.

In Italia è da poco uscita anche la trasposizione cinematografica del romanzo, prodotta tra gli altri da Steven Spielberg, che ha visto come protagonista femminile quella Dianne Agron del telefilm Glee (la bionda cheerleader Quinn), che proprio in questi mesi sta conquistando migliaia di adolescenti in tutto il mondo.

Recensione di Nicoletta Scano