Tempo di seconda mano

Ci sono mondi che da lontano sembrano brutti e grigi. Mondi poveri, in cui il cibo era poco, in cui la libertà di scelta era poca, in cui la fatica sembrava non finire mai. Eppure, proprio di questi mondi, pur ricordandone tutte le ombre, decenni dopo si sente nostalgia, si avverte la mancanza. Confrontata all’anonimato consumistico contemporaneo, la Russia d’un tempo, la Grande Russia del socialismo, rappresentava una fede, una identità, una sfida. Attraverso le testimonianze di decine e decine di donne e uomini che hanno attraversato e creduto alla Perestrojka, Svetlana Aleksievic ci racconta l’utopia di un mondo finito, che non ha saputo restituire al suo popolo l’orgoglio di un tempo.

Autore: Alesksievič Svetlana

Editore: Bompiani

Autore della recensione: Monique Pistolato

 

Recensione

Settecentosettantasette pagine tra le mani. Tempo di seconda mano ha un corpo importante e un tema impegnativo annunciato già dal sottotitolo. Anche se si tratta dell’opera di una Premio Nobel, qualche dubbio si affaccia sulla possibilità di naufragare in questo mare di carta. Ma poi una scrittura capace, vivida, fa scordare il peso del tomo e la sveglia sul comodino. Le testimonianze raccolte incollano alle vicende dei protagonisti: insegnanti, operai, studenti, pensionati, militari… prendono voce. Insieme si vive il sogno, l’amore, la violenza, la passione per la letteratura, di un popolo che sembra non avere sufficienti anticorpi per governare i cambiamenti sociali.

In Tempo di seconda mano, uomini e donne si raccontano dalle cucine, testimoni dello sgretolamento di un paese. “Ricordo bene quella traversata nella Mosca notturna con il mio libro a tracolla. Lo stavamo trasportando come un’arma segreta… Credevamo davvero che le parole potessero scuotere il mondo…”
Un dramma corale del quotidiano, dove l’utopia del comunismo mostra le sue tante sfaccettature, infrangendosi nelle disillusioni del dopo Gorbačev.

La scrittrice compone un mosaico di umanità, tracciando una geopolitica preziosa: la grande Storia narrata attraverso gli occhi dei più piccoli.
Un lavoro potente che non lascia indenni. Da custodire.

Qui un articolo che racconta della vittoria del Nobel da parte dell’autrice.

di Monique Pistolato