Terra ignota

Autore: Santoni Vanni

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Sandro Salerno

 

Recensione

Se non mi avessero chiesto di fare la recensione di Terra Ignota, col piffero che avrei comprato il libro di Vanni Santoni. Mica per pregiudizio o antipatia: oltre la metà degli aspiranti scrittori si cimenta con manoscritti di genere fantasy-epic-gothic-enonsopiùcheccazzodigenere possibile.

L’inflazione di genere è ben superiore allo Spread dei periodi più caldi.
Qualcosa hanno cagionato le saghe di Harry Potter, Il Signore degli anelli, i Vampiri di ogni grado e latitudine.
Quindi mi sono accinto a leggere il libro sull’Ipad sbadigliando già ab origine. Sia detto chiaramente che chi continua a negarsi la possibilità di leggere books in digitale depauperando soldi e risorse naturali, è un coglione.

Ogni pagina era intercalata da un fugone sul balcone per fare un aerosol di sigaretta. Sempre meno, sempre meno, fino a non fumare quasi per niente via via che incominciavo a familiarizzare con i nomi e gli oggetti descritti nel testo. Sono diventato un esperto di picca, che mi rassomigliava troppo a cippa, nevvero. E ben altro ancora.
Così mi sono immerso in questo ambiente dominato da ragazzine cazzute e coraggiose che per amicizia correrebbero pure il rischio di avere il petto fracassato da un colpo di maglio o un dardo di balestra laddove ci si poggia a sedere.

Ailis è splendida, coraggiosa, inesauribile. Rischia tanto per cercare la sua carissima Vevisa, rapita e imprigionata da gente sinistra e affatto simpatica: c’è uno che ha addirittura le palpebre suturate come serrande di un garage tirate fino in giù. Pur di salvare Vevisa e l’altro mocciosetto Breu, e vendicare lo sterminio del suo villaggio operato da gente malvagia, crudele, stronza insomma, si imbarca in disavventure da far battere i glutei per lo spavento. Viene rapita, venduta come schiava, inglobata in una masnada di gladiatori disposti a lottare per scommesse. Incontra Brigid, ragazza forte e coraggiosa che potrebbe esserle addirittura familiare, e Val, soldato per sbaglio e amante del disegno, che si ”unirà” a lei come nella Bibbia si univano Abramo e Sara e Rebecca “e nacque Isacco…”, a significare che esiste un modo per parlare di sesso e procreazione che non offenda il senso del pudore.

C’è la lotta tra il Bene e il Male, la Brama e l’Amicizia, la Magia e il Coraggio.

Qualcuno ci lascia le penne, forse non per sempre, trattandosi di un ambiente magico e di un romanzo irrisolto come in tutte le saghe che si rispettino: siamo curiosi di leggere nelle future avventure che sicuramente verranno scritte, che diavolo ne è stato di Val, perché sicuramente non finirà come sembra.
Di inventiva ce ne è tanta: un lupo grosso quanto una balena, vortici di fuoco che si sollevano dalla rena del mare a comando, mostri a tre teste portati a guinzaglio come un Pincher qualsiasi col cappottino, nasi con le gambe, cinghiali che corrono bardati con velo di sposa. Oddio, le ragazzine che ammiccano ondulando le gonnelline nella foresta potrebbero costituire un plot per un sequel hard sex successivo. Lo buttiamo lì come suggerimento.
Il linguaggio appare astruso all’inizio, poi diviene accessibile senza ricorrere al dizionario per conoscere il significato di alcuni tecnicismi o di alcuni oggetti appartenenti a periodi storici non più attuali. Il tutto è molto discorsivo, senza grandi tirate morali o filippiche indigeste. Semplice e ordinato, lineare, alla fin fine.

Avendo già espresso qualche considerazione sulla moda del fantasy, non ripeto cosa ne pensi, ma i gusti sono gusti.
Santoni è andato molto oltre le sue corde: ha pisciato veramente fuori dal seminario…
Passato da Personaggi precari e ragazzi sballati, attraversando passioni calcistiche per idoli della Fiorentina che portiamo nel cuore anche noi, si è applicato con successo a un genere molto in voga.
Il libro è piaciuto.

Scrivine un’altra, Vanni.

Oddio, che ho detto?!?!?!

Recensione di Sandro Salerno