Ti spiego

Autore: Petri Romana

Editore: BEAT Edizioni

Autore della recensione: Lucilla Parisi

 

Recensione

I primi tempi di una storia d’amore sono tutti uguali, sono i secondi che fanno la differenza.”

Cristiana e Mario sono stati sposati tanti anni. Abbastanza per accorgersi che la quotidianità, quando il sentimento si è esaurito, è la tomba di ogni relazione. Quindici anni dal loro divorzio sono serviti, almeno a Cristiana, a prendere le distanze da un rapporto distruttivo e a guardare le cose dalla giusta distanza.
E’ lei a ricevere dall’ex marito una lettera con cui l’uomo, ormai sessantenne, le chiede di poter iniziare con lei una conversazione sui tempi andati, sul loro passato. Dal Brasile in cui vive con la nuova moglie e il figlio di un anno, Mario si sente vecchio ed è convinto di ritrovare nella corrispondenza epistolare con Cristiana la perduta giovinezza.

Le lettere di risposta che la donna gli invia sono un’analisi spassionata e senza sconti del male ricevuto da un uomo egoista e traditore, il cui obiettivo è stato quello di annientarla e renderla succube del loro insano rapporto.
Ci sono stati tutti quei giorni uno dopo l’altro, i mesi, gli anni, i rancori, tutto si accumulava, cresceva ma ci impediva la distanza. Anche se non l’avevamo voluto ci eravamo diventati indispensabili. […] Noi due non lo sapevamo che una storia può cominciare e finire, conoscevamo solo il principio, ed è quello che ha pesato sulla durata. […] Il tempo ci aveva fatti diventare un unico corpo, e chiunque ha paura di separarsi da un pezzo del proprio corpo, ma è solo paura, non è amore.

Cristiana racconta del giovane pugile impegnato politicamente, di cui negli anni Settanta si era innamorata e con cui aveva condiviso anni (o forse mesi) di felicità, trasformatosi però in un uomo cinico e crudele, incapace di reggere alla coppia e ai figli arrivati anni dopo, con le responsabilità e gli inevitabili cambiamenti che il tempo e certi eventi portano con sé.
Nonostante le richieste estreme di Mario e il disperato tentativo di riavvicinamento, Cristiana – diventata nel frattempo scrittrice di successo e pugile nel tempo libero – protegge con determinazione la pace ritrovata con se stessa e con il nuovo marito.
Ci sono dei giorni che si perdono, che finiscono chissà dove. Pensa ai giocattoli di quando eri bambino, agli abiti che hai avuto, agli orologi, a tutto. […] E per i giorni è la stessa cosa, per la giovinezza, per le emozioni. Gran parte della nostra vita viene inghiottita da qualcosa che non la risputerà mai più fuori. Gran parte della nostra vita se la mangia il tempo. Anche noi due siamo stati mangiati. Rassegnati e trova pace.

In questa corrispondenza – in cui le lettere di Mario rivivono solo attraverso le parole della protagonista – troviamo descritto qualcosa di più di un disastro familiare: ci sono i fallimenti di un’intera generazione di uomini e donne impreparati al peso dei loro stessi ideali e inadeguati – molti – allo scopo che si erano prefissati.
La disillusione e la delusione di Cristiana sono ancora palpabili, nonostante il cambiamento operato su di sé per sopravvivere agli eventi e per ricostruire una vita dai cocci del proprio matrimonio. Così il rifiuto della donna alle incomprensibili e ormai inopportune richieste del marito, diventa per Cristiana un’occasione inaspettata di riscatto, per dare voce a tutti i non detti della loro relazione e per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa.
Romana Petri racconta con grande forza e disinvoltura del difficile rapporto tra i due sessi, attraverso una confessione spassionata e liberatoria attesa – sembra – da anni.

di Lucilla Parisi