Tom, piccolo Tom

Autore: Constantine Barbara

Editore: Fazi

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Di una dolcezza infinita… Lo consiglio vivamente, soprattutto a chi si sente un pò giù, perché io ho sorriso dall’inizio alla fine. La storia è semplice ma ricca di spunti, e sa far riflettere senza appesantire. La cosa più importante, però, è che ti infonde un grande ottimismo, una grande voglia di vivere. Non avevo letto nulla di Barbara Constantine e credo proprio che lo farò presto. Ci sono “Non dire gatto…” e “La bella estate di Mèlie”, che mi incuriosisce particolarmente. Ma adesso sono qui a parlarvi di Tom (in uscita a giugno per Fazi), del piccolo Tom che non ha mai conosciuto il suo papà e vive con Joss in una roulotte.

Joss è buona, si prende cura di lui e sa coccolarlo quando è il momento giusto, anche se spesso deve lasciarlo da solo per andare a lavorare e a volte le sfugge pure uno scappellotto.

Il fatto è che badare a un bimbo di undici anni non è per niente facile, sebbene Tom faccia del suo meglio per darle una mano, andando persino a rubare nell’orto dei vicini, Odette e Archibald, quelli che sembrano tanto gentili e si danno del lei. Joss sostiene che non si tratti di veri e propri furti ma piuttosto di prestiti. E comunque tocca arrangiarsi perché i soldi purtroppo scarseggiano e lei deve anche metterne un bel po’da parte per potersi finalmente liberare del fardello che si porta dietro da quando era piccola e che le ha condizionato l’esistenza.

Per colpa di quel fardello nessun uomo l’ha mai guardata veramente negli occhi, compreso Samy, che adesso è ricomparso all’improvviso dopo anni di silenzio. Sarà anche un gran bel ragazzo però di certo porterà solo guai, Joss ne è convinta. Ma forse si sbaglia…

Un libro breve, leggero, genuino, che va dritto al punto senza troppi fronzoli. Per apprezzarlo davvero basta sgomberare la mente dalle aspettative che a volte inquinano il nostro giudizio, rilassarsi e considerare Tom, piccolo Tom per quello che è: un buon esempio di freschezza e semplicità, una storia ben raccontata, una lettura originale e piacevole che può anche insegnarci qualcosa.

Prima di fermarsi, ha aspettato di avere molta fame. Poi ha scelto un albero, ha appoggiato la bici contro il tronco e si è seduto ai suoi piedi. Ha tirato fuori la tavoletta dalla tasca. L’ha aperta, delicatamente, senza lacerare l’immagine dei lamponi né la carta dorata. Assaporando il momento. Ha staccato un quadratino. L’ha osservato attentamente, l’ha annusato a lungo e, infine, se l’è messo in bocca. C’è una bella luce. Si sarebbe ricordato per sempre di quell’istante. Ha chiuso gli occhi, ha lasciato che il quadratino gli si sciogliesse sulla lingua e, quando ha sentito l’aroma e la consistenza del lampone, ha fatto un profondo sospiro”.

Recensione di Marika Piscitelli

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  • E poi, Paulette…

    Ferdinand è un signore sui settanta che vive tutto solo nella sua enorme cascina in campagna. Figli e nipoti hanno troppi impegni… A lui resta il cane, un bicchierino ogni tanto, e un sacco di tempo libero. Un giorno Ferdinand, facendo visita alla vicina, scopre che il suo tetto è stato devastato da un nubifragio. Non ci dorme tutta la notte. Ma il mattino successivo si fa coraggio e invita Madame Marceline a trasferirsi da lui. Lei e tutti i suoi animali, ben inteso. A poco a poco la fattoria si riempie di fermento, agitazione, nuova vita. Perché dopo Marceline arrivano anche un amico di infanzia di Ferdinand rimasto vedovo di recente, due vecchine un po’ smemorate, uno studente di Agraria che rimette in sesto l’orto, e alla fine anche Paulette…

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