Tre topolini ciechi

Un eccentrico riccone che sfida i suoi eredi a un’eccitante caccia al tesoro, un marito sospettato da tutto il villaggio di aver assassinato la moglie, una povera ragazza accusata di furto e sostituita da una domestica troppo perfetta, una coppia di giovani sposi minacciati da una vecchia pazza, due giovanotti penetrati per caso in una casa nella quale si trova un cadavere… Nove racconti per un’antologia nella quale spicca «Tre topolini ciechi», la storia di sette persone intrappolate in una pensione isolata dalla neve, tra le quali si nasconde un assassino.

Autore: Christie Agatha

Editore: Mondadori

Autore della recensione: Bruno Elpis

 

Recensione

Con i Tre topolini ciechi Agatha Christie scrive il manuale  dell’enigma della camera chiusa.

La camera è la pensione di provincia che i giovani coniugi, Molly e Giles, pensano di avviare.

La chiusura ermetica della camera viene garantita dalle avverse condizioni atmosferiche: un’abbondante nevicata (“Fuori continuava a nevicare. Il mondo era bianco, muto e vagamente minaccioso”) isola il luogo ove – incredibile dictu – un assassino si asserraglia sotto le mentite spoglie di uno dei personaggi ivi presenti, per proseguire il proprio disegno criminale sulla scia del primo delitto compiuto a Londra (“Il maltempo e l’assassinio della signora Lyon occupavano la prima pagina”).

Con la ritualità del gioco di società (“Non sapevo che alla polizia piacessero i giochi di società”) e sulle note di una filastrocca trascritta un un foglio rinvenuto sulla prima vittima,
(“Ciechi, ohimé, tutti e tre
ai topini, poverini
col coltello l’ascia e il temperin
la fattoressa tagliò via il codin”), in Tre topolini ciechi gli attori e possibili assassini si presentano (“La signora Boyle arrivò con il taxi del paese… gli lanciò un’occhiata all’acido solforico…”), si qualificano  (“Sì, sono Christopher Wren… I miei genitori… speravano che io diventassi architetto”) attraverso dialoghi (“Quel giovanotto è davvero molto bizzarro”), comportamenti (“Il maggiore Metcalf… era un uomo flemmatico di mezza età… ufficiale di carriera in India”) e atteggiamenti (“Parravicini… un uomo anziano con la barbetta nera e le sopracciglia mefistofeliche… Le sorrideva con l’aria di un vecchio satiro”) in un’atmosfera che ricorda un’altra opera della regina del giallo, “Dieci piccoli indiani”.  Poi arriva il Sergente Trotter della squadra investigativa… Intanto tutti sospettano tutti: perfino Molly e Giles cominciano a dubitare l’uno dell’altra (“Sapeva ben poco di Giles”).

Seguono racconti brevi che hanno per protagonisti sia Miss Marple, sia Hercule Poirot. Questi quelli del primo gruppo.

In “Uno scherzo arguto” Miss Marple aiuta due giovani a entrare in possesso dell’eredità di un vecchio zio diffidente e burlone (“Convertire il denaro in lingotti d’oro e poi seppellirli… Povero vecchio zio Mathew”); in “Omicidio su misura”, la signorina non trascura neppure indizi minuti come uno spillo (“Ehi Barbablù”); ne “Il caso della domestica perfetta” la donna è impegnata a rimuovere i pregiudizi degli abitanti di st. Mary Mead e a rintracciare Mary Higgins, domestica delle signorine Skinner (“La signorina Emily è un’ipocondriaca”) e ladra patentata; ne “Le maledizioni della strega” la miss più perspicace dell’Albione vittoriana smaschera il responsabile della morte di una giovane sposa, caduta da cavallo…

Bruno Elpis