Tu non sei come le altre madri

Descrizione

Vivacissima e trasgressiva, nella Germania della prima metà del Novecento Else, figlia di genitori ebrei, cresce tenendo fede a due promesse fatte a se stessa: vivere la vita fino in fondo, da protagonista, e avere un figlio da ogni uomo che ama. Else, con i suoi amanti mariti figli e amici, attraversa la Prima guerra mondiale, i favolosi anni Venti trascorsi in un frenetico girotondo di concerti, teatri e feste, gli anni Trenta e il nazismo, le leggi razziali e l’esilio in Bulgaria. In quegli anni si sperimentano tutte le possibili combinazioni nei rapporti e tutte le possibili trasgressioni. Mille tessere di un puzzle tenute insieme da una donna prorompente, per certi aspetti quasi mitica, sicuramente memorabile. E’ affascinante riconoscere il meccanismo di rimozione della realtà che tanti tedeschi hanno messo in atto durante la dominazione nazista e la guerra. Else cerca in tutti i modi di nascondere ai figli la reale entità della tragedia e così facendo produce disastri.

Autore: Schrobsdorff Angelika

Editore: edizioni e/o

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

“Quando ho conosciuto Else, mia madre, i suoi capelli erano color bronzo e forti come una criniera. Dava l’impressione di essere sempre spettinata, anche appena uscita dal parrucchiere. I suoi riccioli corti e folti non si lasciavano domare. E non erano l’unica cosa a non lasciarsi domare in lei”.

A raccontare la lunga storia di Else Kirshner è Angelika, l’ultima nata, che con lei ha avuto un rapporto burrascoso e contraddittorio, prima esclusivo, quasi morboso, e poi freddo e distaccato.

Else nasce il 30 giugno 1893 a Berlino, da genitori ebrei.

Fin dalla più tenera età viene avviata a un matrimonio agiato, in cui non può né deve essere altro che moglie e madre”, ma quel modo di vivere le sta subito stretto: è ribelle, curiosa e, soprattutto, vuole sentirsi libera…

Ha diciannove anni quando conosce Fritz, “il più grande amore e il peggior partito della sua vita”, “un ragazzo dispersivo, affascinante, acuto e colto”. I due si innamorano sullo sfondo di una Berlino vivace, veloce ed eccitante, vivendo una relazione turbolenta ed ostacolata da un dato di fatto che proprio non si può cambiare: Fritz non è ebreo.

Ma, in fondo, “… cosa serve per vivere insieme? Un letto, un tavolo, due sedie e tanto amore”.

Else decide di sposare Fritz, affrontando la vergogna del clan dei Kirshner, e due mesi dopo le nozze si accorge di essere incinta.

Per un periodo le cose sembrano funzionare ma, pur apprezzando la vita accanto a una moglie adorabile e ad un figlio splendido, Fritz resta “un uomo perennemente in cerca, uno spirito inquieto, spesso tormentato, con il costante bisogno di libertà, stimoli e sollecitazioni che difficilmente una vita domestica poteva dargli”.

Ad Else, quindi, sembrano rimanere due sole alternative, separarsi dal marito o rassegnarsi tristemente alle sue infedeltà, ma lei riesce ad inventarne una terza: si ritaglia una golosa fetta di vita tutta per sé, fatta di vino, musica a trasgressioni. E qui, a mio parere, inizia la parte più interessante del libro.

Nella bella villa di Dahlem vivono ora Else e Fritz e, in più, i loro amanti, Enie ed Hans, da cui Else ha la sua seconda figlia, Bettina.

A rompere il nuovo equilibrio, tanto complesso quanto delicato, interviene un terzo uomo, Erich, che sarà il padre di Angelika e che sposerà Else nel 1930. Tre anni dopo, Hitler sale al potere… Assistiamo così alla tragica trasformazione della Germania, con il nazismo e le sue leggi razziali, una realtà che Else cerca di negare a se stessa e di nascondere ai propri figli, finché non sarà costretta a rifugiarsi esule in Bulgaria.

Un memoir commovente, intriso di storia e ricco di analisi introspettive, con una protagonista eccezionale, profondamente umana e sincera.

Mi sono chiesta molte volte quale fosse il segreto del suo fascino e l’ho chiesto alle persone che la frequentavano. Nessuno, però, me compresa, ha saputo dirlo con certezza. D’accordo, aveva un bel viso, era intelligente, spiritosa, traboccava d’amore, energia e generosità. Non sapeva cosa fossero le convenzioni, il tornaconto, l’arroganza. Ma non era solo questo”.

Recensione di Marika Piscitelli