Tuttissanti

Erano gli anni della luce, come quella che cadeva perpendicolare sull’acqua della piscina, rendendo i ragazzi argentati”: a osservare questi corpi è l’impresario più importante dello star system nostrano, un uomo che influisce sulla vita politica e sottoculturata dell’Italia targata reality. “Qualcuno diceva che fosse il diavolo” questo creatore di tronisti e starlette palestrate, arbitro dei destini di ragazzi dediti a trovare il palcoscenico per imporre il proprio nome, le proprie vocazioni inesistenti, la propria inconsistenza che è diventata la cifra di un’intera nazione ipnotizzata davanti allo schermo tv. Perfino il diavolo sconta però una sconfitta finale.

Autore: Ciabatti Teresa

Editore: Il Saggiatore

Autore della recensione: Angela Del Prete

 

Recensione

Un manager dei vip. Vip creati dal niente. A immagine e somiglianza di un ideale di perfezione richiesto dalla gente. Un mondo crudele in cui vai bene fino a un certo punto e poi non vai bene più. E vieni semplicemente sostituito. E visto che sei costruito a immagine e somiglianza di quello che il ‘mondo’ chiede, se il mondo non ti vuole più, tu non sei più niente. E allora non ti resta che tornare alla tua mediocrità.

A gestire questo vero e proprio traffico umano è Lucio, il manager dei ‘tronisti’. Christian Russo è la nuova vittima da sacrificare, l’ultimo pupillo. Lucio viene paragonato al male supremo, è il burattinaio di un sistema che celebra l’inconstistenza, e sulla vacuità crea soldi, lavoro e, inconsapevolmente (o no?), tragedie immani. È il manager/padre, che si prende cura dei suoi ragazzi quando stanno male, che li supporta economicamente, che fa vivere loro una vita lussosa, li veste, li trucca, li manda in tv, fornisce loro opinioni e amori, tutto all’occorrenza.

Christian Russo, niente di speciale, parte dai sobborghi casertani, attira, chissà come, l’attenzione di Lucio e diventa il burattino preferito. Con Christian Lucio cambia, è diverso… ma Christian è uno dei soliti e da Lucio vuole solo la fama. Perché in questo mondo costruito ad hoc, anche Lucio non è altro che uno strumento, per questi ragazzi vuoti, per arrivare dove vogliono. Ma il gioco funziona finché si continua a essere spietati da entrambe le parti, se non ci sono falle.

Finito il ‘teatrino’, Lucio non può far altro che tornare al suo lavoro… e rendere conto a se stesso che qualcosa ormai si è spezzato.

Lucio piangerà la sua fine.
Christian, ritornato nella cameretta povera di bambino, ancora drogato di popolarità, sognerà nuove scintille.

La storia è molto semplice e tristemente breve: Teresa Ciabatti ci racconta in poche pagine quella che è la realtà di un ambiente che purtroppo continua ad attirare ancora l’attenzione. Tv, ribalta e trash.

Tuttissanti è un piccolo ritratto di una realtà viva e appariscente. Si legge in poco tempo, ma lascia quell’amaro che fa riflettere e arrabbiare.

Peccato però che a leggerlo non saranno quelli ai quali è rivolto.

Recensione di Angela Del Prete