Un ponte tra le stelle

Autore: Williamson Jack

Editore:

Autore della recensione: Sara Barbieri

 

Recensione

Il romanzo Star bridge, scritto a quattro mani da Jack Williamson e James Gunn, segna un passaggio fondamentale nella storia della fantascienza. La vicenda narra le avventure del cavaliere Alan Horn, baluardo della resistenza contro i “Dorati”, fondatori di una nuova società sulla Terra dopo la colonizzazione di altri pianeti e ideatori di un sistema di trasporto attraverso lo Spazio che rende possibile una civiltà interstellare. L’eroe (o antieroe, essendo il nostro protagonista tremendamente umano e imperfetto) tenterà di minare alla base il nuovo Ordine, nella speranza di rendere possibile la liberazione del genere umano e la Creazione di un nuovo concetto di Costituzione.

Il genere fantascientifico, da sempre guardato con sospetto e giudicato “inferiore”, “commerciale” (nel senso dispregiativo del termine) e di mero intrattenimento, ha avuto la sua fortuna, in Italia, grazie alla Collana Urania (lanciata dalla casa editrice Mondadori nel 1952), che presentava gli autori più importanti in edizioni integrali. Tra questi, Williamson e Gunn, appunto: due personalità che rappresentano una parte fondamentale della fantascienza e la cui collaborazione ha prodotto un romanzo assolutamente epico nei personaggi e nelle situazioni, carico di un valore simbolico e sociologico che trascende il successo ottenuto (fino agli anni Settanta; in seguito, purtroppo, Star bridge è caduto nell’oblio).

Il merito principale di Star bridge consiste nel fatto di costituire (insieme ad altre opere del periodo o di poco antecedenti, come Breakdown (Civiltà che crolla), 1941, dello stesso Williamson) un esempio del passaggio dalla fantascienza avventurosa a quella sociologica: il romanzo, infatti, tratta dello sviluppo della società industriale, all’epoca al suo picco, e delle conseguenze che esso può provocare. La ciclicità degli eventi storici e l’impossibilità di apportare un reale cambiamento evidenzia il profondo pessimismo che pervade la storia: “…gli uomini sono spinti da forze di cui non sospettano neppure l’esistenza. I pezzi si incastrano al loro posto. Lo schema diventa chiaro“, afferma uno dei personaggi. Assolutamente moderno nel simbolizzare le paure e le ansie dovute al cambiamento della società, in piena transizione negli anni Cinquanta, Star bridge ha ottenuto un immediato consenso di critica e pubblico, alla sua uscita, venendo considerato un passaggio tra due differenti epoche. La sua capacità di analisi a livello sociologico del pensiero moderno, adattabile anche a quello contemporaneo, dovrebbe portare alla riscoperta di questo misconosciuto gioiello.

Recensione di Sara Barbieri