Una catena di rose

Descrizione

Buffo & appassionato. Superstizioso & imbranato. È Jeremy Davenant: un giovane zuzzurellone che è letteralmente partito, per la sua “donna del destino”. Un po’ zingara e molto capricciosa, Milena sembra irraggiungibile. In una Montréal stralunata, un po’ strafatta, piena di calabroni saccenti come il suo rivale in amore, Jeremy non si dà per vinto. Lettore accanitissimo, decide di affidare all’intepretazione di una singolare “pagina magica” ogni propria decisione.

Autore: Moore Jeffrey

Editore: Marcos y Marcos

Autore della recensione: Riccardo Melito

 

Recensione

“Una catena di rose” si situa a metà tra il Romanzo di formazione e il Viaggio dell’eroe.

Il viaggio è quello di Jeremy, un ragazzo di buona famiglia che si trasferisce dall’Inghilterra al Canada, desideroso di cambiamenti. Alle spalle ha una storia familiare contorta: una madre idealizzata e un padre assente, anzi sparito in concomitanza con la sua nascita.  Rifiutato il patrigno come potenziale genitore, trascorre la maggior parte del tempo con “zio” Gerard. Viveur d’altri tempi, giocatore d’azzardo incallito, sembrerebbe tutto tranne che un esempio da seguire, eppure è lui a crescere Jeremy, a educarlo e soprattutto a donargli “La Pagina Magica”, corrispondente a quella “Sh” dell’Enciclopedia Britannica. Espressione del fato, dovrebbe contenere il futuro di Jeremy sotto forma di metafora.

In medias res dunque, incontriamo il nostro eroe: un professore universitario esperto di Shakespeare – il Bardo di Avon è il tema fondante del libro – che insegna all’Università di Montréal grazie a certificazioni taroccate, fornitegli dallo zio Jeffrey. Abbandonato dalla compagna, s’innamora perdutamente di Milena, l’antieroina per eccellenza: post-femminista, scontrosa e imprevedibile, ma soprattutto lesbica. In lei, Jeremy ritrova tutte le caratteristiche della donna del destino descritta ne “La Pagina Magica” di zio Gerard. Lei, ovviamente, non sembra essere così d’accordo, lasciando che sia solo il protagonista a vivere gli struggimenti del sentimento romantico. Ma le faccende amorose non sono le uniche a riempire le giornate di Jeremy: un terribile collega, Haxby, minaccia di indagare sui suoi (falsi) trascorsi accademici e cerca di metterlo in difficoltà ogniqualvolta se ne presenti l’occasione; un vicino invadente, dalle improbabili mise in tessuto sintetico, invade costantemente la sua privacy, ricordando a Jeremy tutto ciò che non è e forse avrebbe voluto essere. Infine c’è Montréal, più di una semplice città, è sicuramente uno dei protagonisti de “Una catena di Rose” con le sue caratteristiche di multi etnicità, i suoi locali notturni sempre pieni di personaggi bizzarri e le trame che si dipanano da essi.

Le lezioni in ateneo, le uscite serali, le ubriacature, i sogni scritti nel Libro del sabato, i baci, le bugie, l’omosessualità sono tutti elementi di un percorso che porterà il nostro protagonista verso l’età adulta. Con sofferenze, pianti e disperazione annessi, perché tappa fondamentale del viaggio è la decostruzione, e a volte distruzione, degli idoli del passato: la Pagina, zio Jeremy, l’idea di Amore Romantico.

Recensione di Riccardo Melito