Una vita allo sbando

Descrizione

Nella profonda America della fine degli anni sessanta, Evie Decker è una ragazza timida e leggermente sovrappeso, orfana di madre. Evie vive con il padre, un professore di matematica che fatica a comprenderla, e passa le giornate a leggere romanzi rosa e ascoltare la radio. E proprio alla radio Evie scopre la voce seducente di un cantautore rock, Bertram «Drumstrings» Casey, di cui si innamora perdutamente. Evie comincia a seguite Casey a tutti i concerti, e per farsi notare arriva a incidersi sulla fronte il suo nome con una forbicina da unghie. La trovata sembra avere successo e attira le attenzioni di Casey sulla piccola e scialba Evie, che riesce così a conquistare l’uomo dei suoi sogni. È un momento di felicità per la ragazza, ma proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto, suo padre muore di infarto e la vita di Evie viene sconvolta di nuovo…

Autore: Tyler Anne

Editore: Guanda

Autore della recensione: Stefania De Paolis

 

Recensione

Una vita allo sbando è solo il terzo romanzo della Tyler, scritto nel 1970, ma leggendolo già si capisce perfettamente perché la scrittrice statunitense abbia poi vinto un Premio Pulitzer (nel 1989)  con il suo Lezioni di respiro.

Con la sua scrittura pacata e corrosiva la Tyler ci porta all’interno delle storie, in mezzo ai suoi personaggi, gente comune a cui poi ci affezioniamo.

Ed è proprio in questo modo che viviamo la storia di Evie eDrum, due ragazzi della provincia americana, entrambi emarginati ,ognuno a suo modo: lei, diciassette anni grassa e goffa, lui originale ed egocentrico cantante rock agli esordi. Lei si invaghisce di lui, lo segue ai concerti nei locali di periferia e, alla fine, stanca della propria invisibilità, compie il gesto estremo che le guadagna la sua attenzione e il suo amore.

Ma Drum è solo un egoista in cerca di conferme: la sua vita, l’unica che concepisce, è fatta di serate all’Unicorn e scene di una vita casalinga di plastica. Evie invece va avanti, cresce, matura, trova una propria identità. Il finale, amaro, è l’unica scelta possibile, quella che la farà uscire dal vicolo cieco e le permetterà di continuare la sua vita.

Leggere un romanzo di Anne Tyler è come una droga: ne vuoi ancora e si diventa dipendenti.

Recensione di Stefania De Paolis