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Autore: Pelliccia Andrea

Editore: Absolutely Free

Autore della recensione: Nicoletta Scano

 

Recensione

Mentre la nazionale di rugby ci regala incredibili e storiche emozioni (per chi non seguisse questo bellissimo sport chiedo di credere sulla fiducia che la vittoria sulla Francia 22 a 21 sia un risultato memorabile), Absolutely Free porta in libreria una raccolta di racconti legati a questa disciplina, che sicuramente l’autore considera un passo avanti alle altre in termini di valori e correttezza.

Andrea Pelliccia scrive di vicende e sensazioni che non affascineranno soltanto gli appassionati di rugby, ma anche chi non conosce questa disciplina, perché non si sofferma mai su tecnicismi privilegiando piuttosto la descrizione dell’esperienza umana legata alla vita sportiva.

Così ci descrive le aspettative e le incertezze di un ragazzino alla vigilia della sua prima partita, la tensione di un arbitro prima di un grande incontro (immaginato nel 2014, superata la famigerata fine del mondo, con la squadra italiana ormai assunta tra la gloria dei migliori del mondo), lo spirito di gruppo e le dinamiche di squadra durante una trasferta, viste attraverso lo sguardo incuriosito dell’autista del bus che li porta a destinazione per l’incontro.

Molto bello il racconto “Il mendicante con il pallone da rugby“, ove l’autore inscena un interessante scambio senza parole – se non poche, e messe per iscritto – tra un barbone (che se ne sta abbracciato al suo pallone ovale) e un avvocato affermato, che colpito dall’immagine dell’uomo disteso a terra stretto al suo cimelio, inizierà un viaggio attraverso la sua esperienza per riscoprire momenti di vita e sport dimenticati.

“A te la vita ha restituito quello che il rugby ti ha tolto, a me la vita ha tolto quello che il rugby mi ha dato”, scrive il barbone, ad incrocio e sigillo delle due esperienze che per un momento, legate dal mondo del rugby, si sono sfiorate.

Nell’ultimo brano, l’autore dimostra di saper giocare con l’ironia e strizzare l’occhio al genere poliziesco.

Bella prova d’autore, ben scritta e intrisa di sport e sani sentimenti, accompagnata da un sottofondo musicale onnipresente nella raccolta (come, si dice, nella vita e nelle attese di tanti atleti).

Recensione di Nicoletta Scano