Vagli a spiegare che è primavera

Descrizione

Una donna si siede davanti al computer e comincia a scrivere la sua storia. Parte da lontano, da quell’inverno del 1946 in cui il padre valica a piedi il confine con la Francia in cerca di lavoro. Di lì a poco, anche la famiglia lascerà il Veneto stremato dalla fame e dalla guerra per raggiungerlo a Parigi sperando in una vita diversa, una vita dignitosa. Gli inizi non sono facili, l’ambiente è ostile per i sudici immigrati italiani, tenuti a distanza come fossero appestati. Ma lei fin da bambina è forte e caparbia, decisa a sfidare i pregiudizi e a superare diffidenza e avversità. Ha la fortuna di essere brava a scuola, gli insegnanti le consigliano di proseguire gli studi, tanto che si iscriverà alla facoltà di filosofia della Sorbona. Sono anni intensi ed emozionanti, quelli dell’università: il maggio francese riversa per le strade della città cortei di giovani idealisti e sognatori, che odiano la borghesia e tutto quello che rappresenta. Tra questi studenti ci sono anche Jean e Louis. Il primo, audace e combattivo, è pronto a entrare in una banda armata; il secondo, raffinato e intellettuale, vive di libri e pensieri. È l’incontro che cambierà tre esistenze. È l’amore che non ha paura di trasgredire le regole. Finché nulla sarà più come prima.

Autore: Cipolat Catherine

Editore: IoScrittore

Autore della recensione: Valeria Martino

 

Recensione

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il romanzo, finalista al torneo letterario “Io scrittore”, ha il pregio dell’immediatezza e di un lessico asciutto e talvolta crudo che, tuttavia, non spaventa il lettore, ma anzi sollecita la  voglia di continuare a leggere. Le pagine che si susseguono in un ritmo lento, quasi atemporale; eppure è il tempo, paradossalmente, ad essere protagonista e gli anni, dal 1946 al ’68 ed anche oltre, non sono più distinti. Passato e presente, inizio e fine convergono in un unico punto, nelle parole che affollano lo schermo di un pc, tra la tastiera e le dita di Alice Bravin, friulana DOC, amazzone e protagonista del romanzo.

Cominciare dalla fine: è questo il “difetto” di cui proprio non riesce a liberarsi Alice e non riesce a cambiare neanche in questo  tentativo di ripercorrere i suoi settanta anni di vita, perché comincia dalla fine appunto, concedendo all’impianto narrativo brevi ma intense parentesi sul passato.

Fortunatamente con gli anni mi sono ripulita parecchio, cercando di diventare una persona presentabile e accomodante. Una che s’adegua, che si piega e che si comporta bene“. Poche parole, ad apertura del romanzo, che riecheggeranno nella mente del lettore più attento mentre si renderà progressivamente conto di quanto siano ripetutamente sconfessate.

La storia è semplice. Sullo sfondo del ’68, a Parigi, tra la faccia paffuta di Marx e il manifesto dell’Internazionale, si intrecciano le vite di tre giovani, Jean, Louis e Alice, alla scoperta dell’amore, della ribellione prima, della repressione dopo. Al suono de “la carmagnole”, con l’eco di Tonio Kröger e dei Buddenbrok, Alice vivrà il conflitto generazionale con il padre, la condizione di  straniera/migrante e la perenne sensazione di vivere in un tempo senza consistenza.

La lotta contro il capitalismo e l’imperialismo legherà le vite dei tre giovani protagonisti e, insieme, le spezzerà.  Il trio si dissolverà: Jean  sceglierà la  via della lotta segreta, Louis quella di una tranquilla vita borghese e lei, Alice, si ritroverà estranea al presente, immersa nel passato e nei ricordi, “strati di abitudini, di piccoli successi, di conquiste inaspettate, di silenzi e di parole, di mondi che si incrociano“.

E un dubbio aleggia per il romanzo: ma il tempo, di chi è?

Recensione di Valeria Martino

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  • Le ombre azzurre

    Descrizione

    Immagina di svegliarti di soprassalto, in un posto che non hai mai visto, con un mal di testa lancinante e un paio di pantaloncini addosso. E, soprattutto, terrorizzato da qualcosa a cui non riesci a dare né un volto né un nome. Un mondo, estraneo e intimo insieme, popolato di gente a te ignota che ti saluta e sembra conoscerti alla perfezione. Aggiungi a tutto questo che i Carabinieri stanno cercando ovunque un certo Vitale, un ragazzino scomparso che corrisponde esattamente al tuo identikit, e che una famiglia – che non sai di avere – ti aspetta a casa con ansia. Solo due certezze ti spingono a non mollare: l’amicizia di Agostino, disposto a qualunque cosa pur di proteggerti, e l’immagine sfocata di una tale Clara, che ogni tanto ti affiora alla mente da universi paralleli per scaldarti il cuore e aiutarti a ricordare. Tra salti temporali, rivelazioni e avventure, Patrizia Mucciolo crea un mondo magico, sospeso nel tempo come solo un grande fantasy può essere, e ti accompagna in un viaggio affascinante alla scoperta di dinastie perdute e battaglie senza fine, indagini e vendette, misteri e mezze verità su cui qualcuno dovrà fare luce, prima o poi. E soprattutto alla scoperta di te stesso: com’eri ieri, come sei oggi, come sarai, forse, domani.

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