Vengo e mi spiego

Autore: Astori Diego

Editore: Zero 91

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Diego Astori è un avvocato divorzista di trentasei anni che lavora nello studio del padre e conduce un’esistenza un po’ vuota e di sicuro insoddisfacente.

A parte Jeng, la filippina che lo aiuta a stirare e rassettare, a nessuna donna ha mai consegnato le chiavi di casa. Eppure di donne ne ha ben tre, ed ha persino scadenzato i loro incontri: Silvia il lunedì, Monica il mercoledì e Valeria il venerdì. É lui però a raggiungerle di buon mattino, passando rapidamente dal letto alla colazione, per poi guadagnare l’uscita senza troppi convenevoli: “Lo consideravo un servizio di Bed & Breakfast autogestito“.

Sono proprio i suoi piaceri mattutini a farlo arrivare spesso in ritardo, tanto che Luisa, l’avida assistente personale che segnala con precisione certosina i suoi ritardi in un apposito registro, riesce a racimolare ghiotti premi di rendimento grazie alle decurtazioni che il padre gli commina.

In perfetto accordo con la sua scarsa voglia di impegnarsi, alla stessa Luisa (“più di una segretaria e meno di una sorella“) Diego è solito affidare il cellulare: è lei, infatti, che cura il traffico degli SMS in entrata e in uscita. Questo consente a Diego di gestire più facilmente gli appuntamenti con le proprie amanti ed anche di tenerle buone con frasette sdolcinate che non sarebbe assolutamente in grado di elaborare e che Luisa spudoratamente copia e ricicla.

L’esistenza pianificata e schematizzata di Diego, però, subisce un inatteso scossone in occasione del divorzio di un vecchio amico di suo padre, il cavalier Grossi. Sarà infatti lui ad assistere la signora Grossi, e questo gli consentirà di scoprire molte verità inquietanti sulla sua stessa famiglia e, in particolare, sul rapporto tra i suoi genitori.
In più, avrà l’occasione di conoscere Sara De Giorgi, l’avvocato di controparte, una donna dal cui fascino sarà ammaliato sin da subito, ma che non è disponibile. Né per lui né per altri uomini…

Mi sorrise, allungò il braccio per una stretta di mano. Le guardai il culo mentre si allontanava con il suo passo deciso e ben saldo sulla terraferma. Quella era la vita vera, il caso, l’aiuto del destino, un incontro occasionale senza frasi equivoche. «Guardami le tette ma, per te, sono un uomo. Chiaro?».
In “Vengo e mi spiego”, Diego Astori indaga l’universo maschile dei sensi attraverso un linguaggio che non si pone freni ma non è mai volgare, descrivendo scene di sesso con assoluta naturalezza e divertendo senza essere superficiale. La trama è leggera e piacevole, i protagonisti ben tratteggiati e il finale non tradisce lo spirito del libro. Bell’esordio.

Recensione di Marika Piscitelli