Vita privata di una sconosciuta

Descrizione

Per anni ha custodito frammenti di una vita lontana e ora aspetta solo di essere scoperta. Trevor Stratton, professore americano, la trova per puro caso. Al suo interno lettere, vecchie foto, pagine di diari, vari oggetti, tra cui spiccano un paio di guanti a rete. I guanti di una santa o di una peccatrice? Trevor non lo sa. Per ora sa solo che la donna che li indossava si chiamava Louise Brunet e viveva a Parigi tra le due guerre. La risposta alle altre domande è in quei frammenti, tra i loro profumi e segreti, tra le parole nascoste e quei ritratti seppia. Pezzo dopo pezzo, parola dopo parola, Trevor cerca di ricostruire la vita della donna sconosciuta. Dall’amore tenero e tragico per il cugino, al rapporto morboso con il padre, al matrimonio fatto di noia per un uomo non scelto da lei fino alla passione impossibile per l’affascinante professore di francese, vicino della casa dove abita al numero 13 di Rue Thérèse. Ma più Trevor si immerge negli oggetti del passato e ripercorre i luoghi di Louise, più qualcosa di strano e misterioso inizia ad accadere nella vita del presente. Chi è veramente Josienne, la bibliotecaria dai capelli rossi, che sembra prevedere qualunque movimento di Stratton? Perchè il professore si sente così attratto da lei? Che cosa sa veramente quella donna di Louise Brunet? Solo la scatola possiede la verità. Solo gli oggetti custodiscono una promessa e una speranza. E spetta a Trevor discernere tra realtà e finzione per far sì che il destino segua il suo corso.

Autore: Mauli Shapiro Elena

Editore: Garzanti

Autore della recensione: Marika Piscitelli

 

Recensione

Un romanzo molto particolare: la Shapiro costruisce la storia della sua Louise Brunet attraverso oggetti e fotografie. In pratica il libro è disseminato di immagini che non costituiscono una semplice illustrazione, ma sono la documentazione da cui il racconto stesso scaturisce.

A rendere il tutto ancora più suggestivo, poi, è il fatto che una Louise Brunet sia veramente esistita. Si trattava di un’anziana signora che viveva qualche piano sopra l’appartamento dell’autrice, nella Parigi dei primi anni Ottanta. Alla sua morte venne fortunosamente recuperata una scatola contenente lettere, guanti, biglietti da visita e altri ricordi che è diventata fonte di ispirazione per la stesura di un testo poetico e complesso.

Louise è una donna orgogliosa, intrigante, sensuale e contraddittoria.

Le viene da ridere, ma allo stesso tempo vorrebbe raggomitolarsi, avvolta nella tristezza. Il fuoco di questa eccitazione, questa costante sensazione del sé animale ingabbiato e incapace di fuggire… Credeva che sarebbe svanita alla fine della guerra, quando la prima fiamma della sua gioventù si fosse smorzata. E invece non è stato così. Non è ancora un’adulta e ciò la turba. Era abituata a pensare che la nascita dei figli le avrebbe portato pace ed equilibrio, ma ora non ne è più tanto sicura. Sospetta che l’età adulta sia una chimera“.

Dopo il tragico epilogo della storia d’amore col cugino Camille, Louise prova a tenere a bada la propria indole ribelle e passionale per dedicarsi interamente a un marito solido e fedele e costruire una famiglia numerosa e felice, ma le cose non vanno esattamente così. Lentamente allora Louise sembra spegnersi e perdere entusiasmo ed energie, finché non arriva Xavier Langlais…

Cartoline e messaggi ingialliti ci aiutano ad entrare nel mondo intimo di Louise, ci consentono di vederlo e di toccarlo: il padre, la guerra, le sue frustrazioni di donna… tutto sembra molto reale. Ci tengo a precisare, però, che il merito non è delle immagini che di tanto in tanto compaiono sulle pagine: queste, a mio parere, costituiscono una trovata ben riuscita e originale, ma non fanno passare in second’ordine una narrazione che di per sé sarebbe già sufficientemente evocativa, e che trova in esse solo un arricchimento.

“Vita privata di una sconosciuta” è un’opera difficile da classificare, perché fonde l’eros e il mistero, la descrizione fluida alla schematizzazione tipica dello studioso.

Dello studioso, sì. Perché nel libro a trovare la scatola di Louise è un professore americano di nome Trevor Stratton, che passo passo ci fa seguire le sue ricerche e la sua ricostruzione dei fatti. Il passato si intreccia col presente, quindi, e anche la realtà a un certo punto viene contaminata dalla finzione, dalla fantasia, dall’allucinazione…

Alla fine il cerchio si chiude, ma forse permane un senso di spaesamento, di confusione, che potrebbe non piacere. Bellissime, invece, le scene di erotismo.

Recensione di Marika Piscitelli