L’infanzia è uno dei periodi più difficili della vita

L’infanzia è uno dei periodi più difficili della vita.

Non è un idillio rosa, come molti esempi di letteratura e filmografia sostengono: c’è una vasta produzione che ci ricorda l’esatto contrario, dalle fiabe classiche della tradizione popolare fino ad arrivare alle saghe contemporanee.

Le prime nascono direttamente dall’inconscio, prendono vita con gli archetipi che l’umanità condivide sin dalla notte dei tempi. Un bosco oscuro nel quale addentrarsi, tre prove da superare per guadagnare un ambito premio, un nemico scaltro da affrontare, un amico su cui poter fare affidamento; la meta è sempre la stessa: la fiducia in se stessi, la conferma dopo un lungo percorso di essere cresciuti, l’aver provato sulla propria pelle di esser pronti ad affrontare la vita. Tutto ciò attraverso la vita stessa: il bosco oscuro è un trampolino di lancio; il protagonista per conoscere il mondo deve scendere dentro se stesso. E’ nel proprio animo che incontra le differenti parti del Sé: l’antagonista, il compagno, l’oggetto magico, le prove da superare, la principessa da sposare. Tutte le categorie di Propp racchiuse in un solo uomo che cresce.

La letteratura per l’infanzia contemporanea rielabora questa eredità e la propone in un ampio filone di storie, le quali trattano il tema della crescita, passando per le zone d’ombra che caratterizzano l’esperienza del bambino. Fra le altre, troviamo in primis la paura infantile per eccellenza: quella di rimanere soli. L’orfano è stato spesso uno dei protagonisti più diffusi nella produzione per bambini, dalle fiabe (indirizzate inizialmente agli adulti) fino ad oggi. La prospettiva del distacco dai genitori è la più oscura che si possa profilare per un Io ancora nella prima formazione. Persino davanti alla crudeltà dell’abbandono voluto, come per Pollicino 1, è preferibile tornare indietro da una famiglia poco accogliente, piuttosto che perdersi prematuramente nel mondo. In molte delle storie narrate per i più piccoli, è la morte a portare via gli affetti maggiormente cari, in altre sono semplicemente assenti, magari accennati, ma lontani dallo svolgersi della storia di maturazione del protagonista.

Spesso l’orfano, da solo, non può farcela. Gli autori tolgono loro questa prerogativa: non possono far altro che sperare in un adulto misericordioso che abbia pietà di loro. Spesso questo adulto arriva, salva il malcapitato, donandogli quello di cui era deficitario: la fatina regala a Cenerentola 2 il vestito per andare al ballo, restituendole la dignità della quale era stata derubata; Aladino3 incontra un genio che gli conferisce gli strumenti necessari per prendere in mano la sua vita; Oliver Twist4, dopo tante disavventure, trova addirittura alcuni parenti, ovvero l’adulto di riferimento tanto cercato, senza il quale non riusciva a trovare una guida sicura da seguire; la piccola Sara5 riconquista il rango di principessa grazie ad un provvidenziale ricco zio ricordatosi di lei. Eppure a discapito dell’adulto che, scrivendo per bambini, si erge a padrone del destino dei più piccoli, ci sono anche orfani che conquistano da soli la propria indipendenza. Pippi Calzelunghe6 vive da sola in una sorta di ritorno alle origini: lei sola pensa a se stessa, vivendo in totale libertà, con amici, animali e una casa propria da gestire; le giornate trascorrono all’insegna del gioco, le avventure non mancano mai, ed anche questa è una possibile strada per crescere.

Nella letteratura contemporanea si assiste a un ritorno alle origini, alle fiabe dalle ambientazioni sinistre, dove l’adulto non sempre era un porto sicuro, poteva anzi addirittura esser il Diavolo in persona camuffato da frate. I personaggi hanno assunto sembianze più umane: non sono più unicamente buoni o invariabilmente cattivi; durante il corso della storia è stata concessa loro la possibilità di cambiare, oppure celano le loro vere intenzioni, mostrandosi quello che non sono. In saghe come

Harry Potter7 di J. K. Rowling, Una serie di sfortunati eventi8 di Lemony Snicket, o ancora Queste oscure materie9 di Philip Pullman, per i piccoli protagonisti non è semplice capire chi sia loro amico o nemico e in questa confusione di ruoli diventa ancora più complesso decidere quale strada loro stessi devono prendere. E’ come se il mondo, attraverso la letteratura, fosse diventato più complesso, più ricco di sfumature ed ombre, per cui più difficile da comprendere e interpretare. La letteratura è uno specchio della società. Fino al 1800 lo status di bambino non era per niente riconosciuto: l’infanzia era solo un passaggio obbligato da portare al termine quanto prima possibile. Da un paio di secoli invece abbiamo iniziato a fare attenzione, ad innalzarci10 al livello dei bambini, a riconoscere quindi quanto possa essere complicata l’avventura di crescere: il percorso che intraprendiamo alla ricerca del nostro punto di vista.

1 C. Perrault, I racconti di mamma Oca, Milano, Feltrinelli
2 Grimm, Fiabe, Milano, Mondadori
3 AA.VV. Le mille e una notte, Torino, Einaudi, 1956C.
4 C. Dickens, Oliver Twist, Londra, Chapman & Hall, 1839
5 F. H, Burnett, La piccola principessa, Londra, Warne, 1905
6 A. Lindgren, Pippi Calzelunghe, Milano, Salani, 2003
7 J. K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Milano, Salani, 1998
8 L. Snicket, Un infausto inizio, Milano, Salani, 2000
9 P. Pullman , Queste oscure materie (La bussola d’oro, La lama sottile, Il cannocchiale d’ambra),Milano, Salani,2007
10 Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi
al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi,
farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E’ piuttosto il fatto di essere
obbligati a innalzarsi
fino all’altezza
dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi,
alzarsi sulla
punta dei piedi.
Per non ferirli.
( J. Korczak, Quando ridiventerò bambino, Milano, Luni, 1995)

BIBLIOGRAFIA

AA.VV. Le mille e una notte, Torino, Einaudi, 1956

B. Bettelheim, Il mondo incantato, Milano, Feltrinelli, 1985

S. Blezza Picherle, Libri, bambini, ragazzi, Milano, Vita e Pensiero, 2004

F. H, Burnett, La piccola principessa, Londra, Warne, 1905

C. Dickens, Oliver Twist, Londra, Chapman & Hall, 1839

Grimm, Fiabe, Milano, Mondadori

C. G. Jung, L’uomo e i suoi simboli , Milano, Saggistica Tea, 2004

J. Korczak, Quando ridiventerò bambino, Milano, Luni, 1995

A. Lindgren, Pippi Calzelunghe, Milano, Salani, 2003

C. Perrault, I racconti di mamma Oca, Milano, Feltrinelli

P. Pullman, Queste oscure materie (La bussola d’oro, La lama sottile, Il cannocchiale d’ambra), Milano, Salani, 2007

J. K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Milano, Salani, 1998

L. Snicket, Un infausto inizio, Milano, Salani, 2000

In collaborazione con il gruppo Anobii: Giardino Segreto

di Celenia Ciampa